Il futuro energetico dell’Italia passa attraverso una combinazione di fonti rinnovabili, gas naturale e nucleare. A delineare la prospettiva è il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che indica nel 2035 il punto di partenza per un nuovo equilibrio nella produzione di energia, destinato a caratterizzare il Paese per i successivi venti o trent’anni. Ospite della puntata di “Cinque Minuti”, in onda questa sera su Rai 1, il ministro ha illustrato la composizione che ritiene ideale per il sistema energetico italiano, assegnando alle fonti rinnovabili la quota maggioritaria e prevedendo un ruolo significativo anche per la produzione termoelettrica alimentata a gas e per il nucleare.
Energia in Italia dal 2035: il piano di Pichetto Fratin tra rinnovabili, gas e nucleare
Il ministro ha indicato con precisione le percentuali che, nella sua visione, dovrebbero caratterizzare il mix energetico italiano a partire dal 2035. “A partire dal 2035 in avanti, per i primi venti o trent’anni, il mix energetico ideale è dato da dal 60% di rinnovabili, 20-25% di termoelettrico col gas e la differenza con il nucleare”. Secondo questa prospettiva, dunque, le energie rinnovabili rappresenterebbero il 60% del mix complessivo, mentre il gas naturale manterrebbe una quota compresa tra il 20% e il 25%. La parte restante, pari al 15-20%, sarebbe affidata all’energia nucleare. La prospettiva delineata da Pichetto Fratin non riguarda soltanto il 2035, ma un orizzonte temporale molto più esteso. Il ministro considera infatti questa ripartizione ideale per i primi venti o trent’anni successivi, delineando così una strategia energetica di lungo periodo nella quale le tre fonti contribuirebbero, con pesi differenti, alla composizione del sistema nazionale.
Il ritorno del nucleare in Italia: prima il quadro giuridico, poi l’attivazione
Uno dei passaggi centrali dell’intervento riguarda il nucleare in Italia, che nella prospettiva del ministro dovrebbe tornare a contribuire al mix energetico nazionale. Pichetto Fratin ha ribadito che il percorso deve partire dalla definizione delle regole necessarie a consentirne lo sviluppo. A questo proposito, ha spiegato che ora “chiudiamo il quadro giuridico, poi per l’attivazione ci vorranno gli anni giusti”. Le parole del ministro distinguono quindi due momenti: il completamento del quadro normativo per il nucleare e la successiva fase di attivazione, che richiederà ulteriori anni. Il riferimento al 2035 si inserisce in questa visione di lungo periodo, nella quale il nucleare è considerato una componente del futuro sistema energetico italiano insieme alle rinnovabili e alla produzione termoelettrica alimentata a gas.
Rinnovabili al 60% e gas fino al 25%: come cambierebbe il mix energetico italiano
La ripartizione illustrata dal titolare del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica assegna alle fonti rinnovabili un ruolo predominante, con una quota pari a sei decimi del totale. Accanto a questa componente, Pichetto Fratin prevede il mantenimento della produzione termoelettrica alimentata a gas, con un’incidenza compresa tra un quinto e un quarto del mix energetico. Il nucleare completerebbe la composizione indicata dal ministro, assumendo una quota variabile in funzione del peso attribuito al gas. Ne emerge un modello nel quale la produzione energetica nazionale sarebbe distribuita tra tre differenti componenti, con le rinnovabili nettamente prevalenti.



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