Un aereo della Turkish Airlines con a bordo 277 passeggeri e 11 membri dell’equipaggio ha preso fuoco in fase di atterraggio all’aeroporto internazionale di Kathmandu, in Nepal, senza causare feriti: lo hanno riferito le autorità locali. Secondo quanto spiegato da Gyanendra Bhul, portavoce dell’Autorità per l’Aviazione Civile del Nepal, l’incidente sarebbe stato innescato da una scintilla sviluppatasi nel carrello di atterraggio destro del velivolo, un Airbus A330 partito da Istanbul. “Tutti gli occupanti sono sani e salvi e le operazioni di soccorso sono terminate. Stiamo indagando sull’incidente“, ha dichiarato Bhul all’agenzia AFP. A seguito dell’accaduto, l’unica pista dell’aeroporto della capitale nepalese è rimasta chiusa per circa 2 ore, causando disagi temporanei al traffico aereo.
Il Nepal è noto per le condizioni particolarmente difficili dei propri scali aeroportuali, spesso situati in aree montane e considerati tra i più complessi al mondo per la navigazione aerea. Proprio per questo, le autorità hanno annunciato negli ultimi anni interventi per migliorare i sistemi radar e di monitoraggio meteorologico. Il settore dell’aviazione del Paese resta sotto osservazione internazionale: l’Unione Europea ha infatti imposto restrizioni ai vettori nepalesi per motivi di sicurezza.
Inoltre, non è la prima volta che un volo della compagnia turca si trova coinvolto in un episodio simile nello stesso scalo: nel 2015 un altro aereo della Turkish Airlines con 224 persone a bordo uscì di pista durante l’atterraggio a Kathmandu, senza conseguenze per i passeggeri, ma provocando la chiusura dell’aeroporto per diversi giorni e la cancellazione di numerosi voli internazionali.


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