Emergenza incendi in Sicilia, in fiamme ettari di macchia mediterranea: famiglie evacuate e intossicate, massima allerta per le prossime ore [FOTO LIVE]

Brucia da ieri la Sicilia con roghi che hanno interessato il trapanese e il palermitano: il bilancio è avvilente, con ettari di macchia mediterranea andati in fumo

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Un primo weekend di agosto di emergenza in Sicilia, interessata in queste ore da profondi incendi che da ieri pomeriggio flagellano boschi e vegetazione. Diversi incendi, alcuni dei quali anche di vaste proporzioni, hanno interessato ieri il territorio della provincia di Trapani. Tra le zone più colpite anche il borgo di Scopello e la frazione balneare di Lido Valderice dove i poliziotti sono intervenuti per evacuare alcune famiglie le cui abitazioni erano lambite dalle fiamme. Adesso le famiglie sono rientrate nella propria casa.

Problemi legati anche alle intossicazioni da monossido di carbonio sprigionato dai roghi: alcune persone hanno accusato problemi respiratori  e sono state trasportate all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani. Sul posto sono intervenute squadre dei vigili del fuoco e del corpo forestale. Impiegato anche un canadair.

Roghi nel Palermitano

Nella notte sono stati diversi i roghi nel palermitano. Particolarmente coinvolti sono stati i territori dei comuni di Altavilla Milicia, Bagheria, Balestrate, Belmonte Mezzagno, Camporeale, Cerda, Misilmeri, Monreale, Palermo (Oasi della Speranza e Via Messina Marina), Partinico, Terrasini, Torretta, Trabia. Sono state evacuate una ventina di abitazioni (80 persone) insistenti nel comune di Monreale (San Martino delle Scale) e 4 abitazioni del comune di Trabia.  

“Siamo stanchi delle lacrime di coccodrillo e di riunioni sterili. Ci saranno riunioni tecniche, tavoli con la protezione civile per salvare la Sicilia dalle fiamme. Non ne possiamo più. Non si fa nulla per la prevenzione”. Afferma il presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna in seguito agli incendi che da ieri stanno devastando il palermitano. L’isola, ricorda Zanna, “nel 2017 e nel 2018 ha guidato la tragica classifica degli ettari bruciati. Dai dati dell’European Commission Emergency Management Service Copernicus, elaborati da Legambiente, nel 2017 in Sicilia sono bruciati 42.872 ettari di superficie boscata e non boscata (contro i 35.241 della Calabria). E nel 2018, sempre in vetta con 10.250 ettari (seconda sempre la Calabria con 1.874)”. “Chiediamo più prevenzione – conclude – che si facciano le mappe dei terreni bruciati, che è compito dei Comuni, ed una macchina organizzativa più efficiente per evitare che avvenga tutto ciò”.

“Chiediamo lo stato di calamità”

Il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono chiede lo stato di calamità per le zone distrutte dal fuoco e pene severe per i piromani: “Abbiamo deciso per l’incolumità delle famiglie – dice – di spostarle dalle loro abitazioni e abbiamo messo a disposizione la scuola Antonio Veneziano. Siamo davanti a mani criminali, bisogna prenderne coscienza e mandare segnali forti. Non è possibile mettere a repentaglio vite umane e un patrimonio ambientale di grandissimo valore”. Anche per il sindaco di Castellammare del Golfo (Trapani), Nicola Rizzo, l’incendio divampato nella località balneare di Scopello è opera di incendiari, “poiché sono stati individuati ben 5 punti diversi e distanti dai quali è partito il fuoco. Quel che è certo è che si tratta di una precisa volontà – dice il sindaco – ci troviamo dinanzi all’ennesimo disastro ambientale che colpisce il nostro territorio danneggiandolo e ferendolo pesantemente. Per noi è un vero dolore, un grave perdita, anche economica”.

Gli Incendi sono stati seguiti dal Comitato di sicurezza convocato dal prefetto di Palermo, Antonella De Miro, che è più cauta: “Sono in corso ancora accertamenti e verifiche. E’ prematuro parlare di Incendidolosi, occorre comunque considerare le alte temperature e il vento di scirocco che ha favorito la diffusione di focolai. Desidero esprimere parole di grande apprezzamento per la professionalità e la tempestività degli interventi dei vigili del fuoco e della forestale, ma un grazie va alle forze dell’ordine e a tutte le componenti della protezione civile”.

A Scopello in fumo 100 ettari macchia mediterranea 

Circa 100 ettari di macchia mediterranea (ampelodesma, ginestra, sommacco, olivastro) in fumo “a causa di un attacco programmato e mirato”. Stamattina spenti gli ultimi focolai. Il sindaco di Castellammare del Golfo, Nicola Rizzo, traccia un primo bilancio dell’incendio a Scopello. “Gli ultimi focolai sono stati spenti stamani – dice – ferite visibili ad occhio nudo che condanniamo fermamente”. Dopo i resoconti di tutti gli enti intervenuti, spiega, “valuteremo ogni altra possibile azione per salvaguardare il nostro patrimonio naturale e garantire la sicurezza“.

Il primo rogo è partito alle 16,15 di ieri nella zona di Visicari e le fiamme si sono poi propagate nelle aree circostanti, cioè Levrieri, Sarmuci, Costa Maiorca fino a lambire il bosco di Scopello e arrivare dietro torre Bennistra, quasi a toccare il borgo antico. Per spegnere l’incendio sono intervenuti anche un Canadair ed un elicottero che hanno circoscritto i vasti fronti di fuoco.

Anche questa mattina l’intervento di un canadair e di un elicottero della Forestale. L’ultimo focolaio a pizzo Varile, il punto piu’ alto che sovrasta il bosco di Scopello, domato questa mattina alle ore 9. A presidiare i luoghi ci sono ancora delle squadre di operai forestali e protezione civile per eventuali riprese del fuoco tra le zone bruciate e quelle bonificate.

Per approfondire:

Sicilia nella morsa degli incendi, inferno a Monreale e nel Trapanese: nel 2019 roghi triplicati, Canadair in azione