Terremoto Ischia, scossa 4.0 in un’isola dalla struttura geologica “friabile”: gli esperti spiegano le ragioni di questo disastro

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La portata dei danni e purtroppo anche delle perdite umane del terremoto che ieri sera alle 20,57 ha colpito l’isola di Ischia (la scossa e’ stata di magnitudo 4 ad una profondità di soli 5 km, elemento che ha amplificato i danni) e’ collegabile anche alla particolare natura geologica, ‘friabile’ e ‘instabile’, dell’isola. Ischia, secondo l’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, rappresenta la porzione sommitale di un apparato vulcanico alto circa 900 m dal fondo del mare. Essa copre un’area di circa 46 km/q e raggiunge un’altezza massima di 787 m s.l.m., in corrispondenza del Monte Epomeo, situato nella parte centrale dell’isola. L’isola e’ costituita da rocce vulcaniche, da depositi di frane e, subordinatamente, da rocce sedimentarie terrigene e l’attivita’ vulcanica e’ connessa con le fasi tettoniche a carattere distensivo che hanno caratterizzato l’evoluzione del margine tirrenico della catena Appenninica tra il Pliocene ed il Quaternario. Ischia e’ stata caratterizzata da diversi periodi di attivita’ ed ha dato luogo anche a grandi eruzioni esplosive, come quella del Tufo Verde del Monte Epomeo verificatasi circa 55.000 anni dal presente. L’ultima eruzione e’ avvenuta nel 1302 ed ha portato alla formazione della colata dell’Arso. L’eta’ di inizio dell’attivita’ vulcanica sull’isola non e’ precisamente nota, infatti le rocce piu’ antiche datate, che non sono le piu’ antiche in affioramento, hanno un’eta’ di 150.000 anni ed appartengono ad un complesso vulcanico attualmente in parte eroso e ricoperto dai prodotti dell’attivita’ piu’ recente. I resti di quest’apparato si rinvengono nel settore sud-orientale dell’isola. I prodotti dell’attivita’ successiva alla formazione di questo complesso sono costituiti da piccoli duomi lavici a composizione trachitica e fonolitica. L’ eruzione, fortemente esplosiva, del Tufo Verde dell’Epomeo e’ responsabile della formazione di una caldera che verosimilmente occupava la zona in cui oggi si trova la parte centrale dell’isola. L’eruzione del Tufo Verde determino’ la formazione di flussi piroclastici che andarono a colmare parzialmente la depressione calderica, frattanto invasa dal mare, ed a ricoprire in parte le zone allora emerse. I terreni si presentano nella maggioranza sciolti, di medio impasto, raramente compatti ed eccezionalmente argillosi. La presenza dell’argilla non sempre e’ da ricollegarsi alla natura vulcanica ma piuttosto all’origine geologica complessa e tormentata dell’isola, per questo e’ possibile anche trovare dell’autentico calcare.