Abusivismo, media, piogge record: bugie e verità del disastro del Messinese, un’alluvione di serie B

La frana-killer del 22 novembre su Scarcelli di Saponara
La frana-killer su Scarcelli di Saponara

Luca Vinci, Luigi Valla e Giuseppe Valla. Sono loro i tre angeli del Messinese devastato dall’alluvione. Le tre vittime travolte dalla furia del fango di un disastro terribile. E a loro dedichiamo quest’articolo che vuole fare luce sulle bugie e sulle verità relative a quest’alluvione che ha colpito in modo particolare Saponara, teatro principale della tragedia anche se moltissimi altri comuni del Messinese sono stati travolti da un’ondata di maltempo eccezionale. E’ giusto citarli tutti, anche quelli dove non si sono perse vite umane ma i danni sono gravissimi: Antillo, Barcellona Pozzo di Gotto, Castroreale, Condrò, Fondachelli Fantina, Gualtieri Sicaminò, Merì, Messina, Milazzo, Monforte San Giorgio, Pace del Mela, San Pier Niceto, Santa Lucia del Mela, Saponara, Spadafora, Terme Vigliatore, Torregrotta, Valdina, Venetico e Villafranca Tirrena. La situazione è ancora critica, più di 700 persone sono evacuate e chissà quando potranno tornare nelle loro case.
Di questa tragedia si sta parlando moltissimo in Sicilia, per vari aspetti. “Era un disastro annunciato“, dice qualcuno. Altri, invece, assicurano che non se l’aspettava nessuno.

Saponara vista dall'alto dopo l'alluvione

Molte polemiche su come i mass-media nazionali hanno affrontato giornalisticamente la vicenda, tante proteste contro enti e autorità che avrebbero delle responsabilità secondo alcuni cittadini, dubbi sull’allerta meteo (ci si chiede se fosse stata inviata correttamente o meno), sui fondi mai arrivati per l’alluvione di due anni fa a Giampilieri e Scaletta Zanclea, sempre nel Messinese ma solo dall’altro versante dei Peloritani, e molto altro ancora, dalle parole sull’abusivismo edilizio ai dati delle piogge da record. Un pò i soliti discorsi post-alluvionali che avevamo già sentito dopo Sarno, dopo Giampilieri ma anche più recentemente dopo l’alluvione di Genova, poche settimane fa.
Ma quali sono le bugie, e quali le verità? Proviamo a scoprirlo insieme.
Iniziamo dalle bugie. La più grande, la più trieste. Quella dell’abusivismo, che ha l’aggravante di essere reiterata. Saponara è un grazioso paesino sulla dorsale Tirrenica dei Peloritani, situato tra queste valli, nella zona più piovosa della Sicilia, da molti secoli. Non è un paese abusivo, non è un paese costruito su alvei fluviali, non è un paese di abusi edilizi e condoni.

Il territorio comunale di Saponara

E’ un paesino collinare, anche piacevole, sempre tranquillo e, soprattutto, in simbiosi con la natura che lo circonda. Quasi tutti i 4.000 residenti di Saponara, infatti, hanno a che fare per lavoro con la natura e l’ambiente, e quotidianamente vivono in armonia e nel più totale rispetto di boschi e campagne. Il disastro, quindi, non è successo perchè le case erano abusive. Dopo lo “show” dell’ex capo della protezione civile Bertolaso che, atterrato in elicottero a Giampilieri parlò subito di “abusivismo” dopo il disastro del 1° ottobre 2009, senza neanche conoscere la storia e la realtà urbanistica di quei borghi, ancora una volta siamo costretti a dover smentire accuse di questo tipo.
Altra bugia rilevante è quella legata ai dati pluviometrici. Oltre ai 351mm caduti in poche ore a Castroreale, sui Peloritani, in molti parlano dei 110mm di Barcellona Pozzo di Gotto e dei 90mm di Milazzo che, in realtà, sono dati assolutamente falsi, sballati. Tra Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo ha piovuto molto di più, come su tutta la fascia tirrenica che va da Villafranca a Barcellona passando per Torregrotta e Milazzo. In quest’area sono caduti tra 190 e 230mm di pioggia. Le stazioni meteorologiche ferme a 110 e 90mm hanno subito lunghi black-out elettrici nelle fasi più intense della precipitazione, e non hanno registrato il dato reale della pioggia. I violenti temporali, infatti, hanno allagato le cabine dell’Enel e, con la complicità delle violente scariche elettriche, hanno lasciato tutti al buio per ore. Stazioni meteo comprese. Ma grazie alle ricostruzioni di alcuni appassionati di meteorologia del posto, che hanno monitorato la situazione con i loro strumenti amatoriali, possiamo stimare le piogge verificatesi lungo il litorale Tirrenico proprio tra 190 e 230mm nell’area che va proprio tra Barcellona, Milazzo, Torregrotta e Villafranca.

La frana di fango che ha provocato i tre morti di Stracuzzi di Saponara

Qualcuno, in Tv, ha detto che è caduta in un giorno tutta la pioggia che di solito cade in un anno. Anche questa è un’altra bugia all’opposto, perchè tende a esagerare rispetto a chi, dando per buoni i dati di 90/110mm, invece vuole sminuire l’evento pluviometrico. E’ caduta in poche ore tutta la pioggia che di solito cade in uno o due mesi, non quella che cade in un anno. Comunque s’è trattato di un fenomeno eccezionale, ma di questo parleremo tra le verità.
Di bugie ce ne sono ancora tante: impazzano le polemiche contro i Sindaci, le Amministrazioni locali e le varie autorità. Ma in questi casi la nostra impressione è che si possa fare davvero poco per evitare il peggio, soprattutto se negli anni precedenti è mancata la prevenzione. L’unica soluzione per fronteggiare questo tipo di eventi è la prevenzione, perchè poi nell’immediato la natura è talmente tanto violenta e furiosa che non c’è più tempo per contrastarla. E a proposto di natura, mente anche chi dice che “non si può morire per la pioggia“. Beh, è sbagliato. Drammaticamente sbagliato. Purtroppo per la pioggia si muore, e per la pioggia ci sono sempre stati morti e distruzioni. La natura ha un volto pacato, sereno e gioviale: le belle giornate di sole, i fiori colorati nei campi, le varie tonalità delle nubi che camminano nel cielo. Ma ha anche un volto violento ed estremo: il vento impetuoso, il mare in burrasca, i fulmini, le piogge alluvionali, gli uragani. Questi fenomeni possono assolutamente provocare gravi conseguenze sull’uomoe sulle sue attivtà, sui suoi beni. Ed è sempre stato così. Anzi, negli ultimi tempi i violenti eventi alluvionali provocano molte meno vittime di quanto non accadeva decenni e secoli fa. Dopo l’alluvione di Genova abbiamo scritto quest’articolo che è assolutamente da riproporre oggi: Alluvione Genova: non c’entrano i cambiamenti climatici, fenomeni così ci sono sempre stati. Ed ecco un’altra bugia, smentita. I cambiamenti climatici come “responsabili” di questi eventi estremi. Non è così. In quest’altro articolo, Alluvioni nel messinese; i precedenti sono davvero illustri, possiamo vedere in modo ancor più approfondito come anche la storia del Messinese sia, da sempre, caratterizzata da questo tipo di fenomeni estremi.

Auto distrutte dall'esondazione dei torrenti a Barcellona Pozzo di Gotto

Ecco, invece, le verità. Sui dati meteorologici abbiamo già parlato. E dire che in alcune località dei Peloritani, versante Tirrenico, non aveva mai piovuto così tanto in un solo giorno è assolutamente vero. E’ il caso di Castroreale, che martedì mattina in meno di 5 ore ha accumulato ben 351mm di pioggia. In quasi secolo di rilevamenti, il precedente record di accumulo giornaliero era di 318mm registrati il 6 gennaio 1949. Anche i dati della fascia costiera, tra 190 e 230mm, sono da record. E’ quindi vero quello che ha detto il capo della protezione civile Franco Gabrielli, e cioè che si è trattato di un evento meteorologico straordinario. E’ anche vero, ma non lo dice nessuno, che se non è stata una catastrofe è stato solo per miracolo. A Saponara, un piccolo paesino di 4.000 anime, purtroppo sono morte tre persone travolte da una frana, ma a Barcellona (42.000 abitanti), Milazzo (46.000 abitanti), Villafranca Tirrena (9.000 abitanti), Torregrotta (7.000 abitanti) non è morto nessuno, lì nei centri abitati più grossi dove il territorio è comunque in ginocchio. Le immagini dei video e delle foto che abbiamo pubblicato in questi giorni sono davvero eloquenti. E dire che solo per miracolo non è stata un’apocalisse con decine o centinaia di vittime è una verità assoluta. I morti si sono evitati grazie ai presidi territoriali dei geologi, al lavoro dei volontari della protezione civile e dei vigili del fuoco che hanno tratto in salvo decine di persone che si trovavano in situazioni critiche, e alla solidarietà degli stessi cittadini locali che si sono prodigati per aiutare chi era in difficoltà.
Tra le verità, bisogna anche dire che le previsioni del tempo non sono state rispettate al 100%. L’allerta meteo, che era massima sin da lunedì, era prevista per le zone Joniche (infatti i comuni di Messina e Taormina hanno deciso di chiudere le scuole in modo preventivo), ma nessuno si aspettava un evento alluvionale nelle zone Tirreniche. Sappiamo bene che prevedere questo tipo di fenomeni è difficilissimo se non addirittura impossibile soprattutto con giorni d’anticipo, ma immaginare addirittura che il “clou” dei fenomeni, atteso sulla dorsale orientale dei Peloritani, riuscisse a scavalcare i monti concentrandosi nell’area in cui tutti pensavamo che ci fosse il favonio, mite vento di caduta, non era facile anche se la possibilità c’era, lo avevamo scritto anche nelle nostre previsioni, in quanto l’effetto “Alcantara-Agrò” spiegato benissimo da Daniele Ingemi in quest’articolo, responsabile dell’alluvione nella zona Tirrenica, si era già verificato altre volte. Però dire che “non ci si aspettava tutta questa pioggia” è assolutamente una verità.

Vergognosa "differenza di trattamento" del Messaggero (ma è solo un esempio, tutti i media nazionali si sono comportati così)

Un’altra assoluta verità è il silenzio dei media nazionali, per i quali oggi, dopo appena tre giorni dal disastro, l’evento del Messinese è già sparito non solo dalle prime pagine, ma anche dagli anfratti più remoti e nascosti di giornali, quotidiani web, radio e Tv. Ecco perchè si può parlare di “alluvione di serie B“. Ed è uno scandalo vergognoso, tanto quanto le pagine di odio razzista comparse su facebook, vergognosi e macabri esempi di un’Italia incivile che non vorremmo esistesse. E che non è certo al sud.
Tra le verità assolute anche il senso di distacco e scetticismo delle popolazioni colpite nei confronti delle autorità nazionali e del governo: quanto accaduto dopo il disastro del 2009 a Giampilieri e Scaletta ha insegnato alla gente di questa provincia che per tornare alla normalità bisogna mettersi al riparo anche dagli “smottamenti” della burocrazia: due anni dopo quell’altra terribile alluvione, i 162 milioni di euro stanziati per la ricostruzione sono ancora bloccati da un cavillo burocratico, un errore di carte in parlamento che ha fermato l’iter di consegna. E anche qui possiamo parlare di “alluvione di serie B“.
Infine tra le verità c’è anche da fare una riflessione sul rispetto dell’ambiente: se è vero, infatti, che a Saponara non c’è abusivismo, non si può dire la stessa cosa per Barcellona Pozzo di Gotto o altri centri del Messinese, dove comunque per fortuna non è morto nessuno. Ma questa testimonianza di un nostro lettore apre gli occhi su un problema che non è solo di Barcellona, ma riguarda un pò tutte le nostre città, da Messina a Palermo, da Catania a Reggio Calabria, da Napoli a Bari, da Cagliari a Catanzaro ma anche più a nord da Roma a Firenze, da Bologna a Genova, da Milano a Torino fino a Trieste e Verona. Ed è senza ombra di dubbio un problema anche degli altri Paesi dell’Europa e del mondo, che ci porta a una riflessione chiara, lampante, la più importante da fare dopo drammatici eventi del genere: dobbiamo imparare a rispettare di più l’ambiente e a vivere adattati alla natura.

Il torrente Longano a Barcellona Pozzo di Gotto

Abbiamo già scritto che in Sicilia piove sempre di più e sempre più forte: abbiamo il dovere di adattarci a questa nuova situazione, a questo nuovo regime pluviometrico, modificando le nostre abitudini e le nostre usanze rodate da decenni meno piovosi. Ma non dimentichiamo che moltissimi torrenti che oggi rimangono gran parte dell’anno completamente secchi, e che addirittura fino a pochi anni fa rimanevano secchi anni interi, un tempo (secoli fa) erano addirittura navigabili. E la natura è fatta da cicli che si susseguono, e negli ultimi 9 anni il regime pluviometrico è cambiato, piove sempre più spesso e sempre di più, i torrenti sembrano fiumi che spesso vanno in piena e anche le strade si allagano facilmente.
Ripensare il nostro stile di vita nell’approccio urbanistico alla natura è essenziale per prevenire nuovi possibili disastri. Perchè la pioggia, su questo non c’è dubbio, continuerà a cadere forte anche in futuro.

Volontari al lavoro tra il fango provocato dall'esondazione del Longano, a Barcellona Pozzo di Gotto