Ambiente: è la barretta cioccolato il peggior nemico per la foresta pluviale

La crescente domanda di cacao nel mondo sta causando la deforestazione delle aree protette della Costa d'Avorio, il Paese da cui proviene il 40% del cacao del mondo

LaPresse/Reuters

Secondo quanto denuncia il Guardian le grandi industrie di cioccolato come “Mars, Nestle’, Mondelez ed altri stanno acquistando fave di cacao cresciute illegalmente all’interno di aree protette” della Costa d’Avorio, dove le foreste pluviali sono state tagliate di oltre l’80% dal 1960. Un fenomeno questo, che secondo una ricerca condotta dagli ambientalisti di ‘Mighty Earth’, se non verrà fermato entro il 2030 farà sì che spariscano le foreste in Costa d’Avorio. I reporter della Guardian hanno viaggiato per tutto il Paese documentando la deforestazione in corso per fare spazio a coltivazioni di cacao; coltivatori che occupano terreni che dovrebbero esser protetti in quanto parchi nazionali; agenti che ricevono mazzette per non guardare e commercianti che riforniscono i colossi del settore, indifferenti alla provenienza delle fave. I colossi del cioccolato non hanno negato l’accusa che il cacao prodotto illegalmente nei terreni deforestati sia entrato nella loro filiera produtiva, ma sostengono di essere a lavoro per eliminare nei loro prodotti il cacao prodotto in queste zone. Secondo il Gurdian, tra l’altro, chi tocca la coltivazione del cacao, la vera ricchezza del Paese, rischia la vita. Nel 2004 un giornalista franco-canadese “Guy-Andre’ Kieffer, che stava lavorando ad un reportage sul cacao e la corruzione del settore, e’ scomparso nel nulla e si teme sia stato ucciso”. Il Guardian chiude ricordando che i coltivatori che scappano davanti ai giornalisti sono le vitime di questa deforestazione. Loro guadagnano solo per sopravivere. I veri soldi li fanno i mercanti: “I contadini non possono neanche permettersi di assaggiare il cioccolato. Sono i bianchi che lo mangiano”, ha denunciato uno di loro.