
Noi su MeteoWeb ribadiamo sempre che le previsioni stagionali sono una pratica epica, un’impresa non difficile ma impossibile, e che in base alle tecnologie odierne si tratta solo di modelli sperimentali per poter arrivare, in un futuro, alla realizzazione di previsioni affidabili anche da un mese all’altro, cosa che oggi appare ancora utopistica. Dopotutto riportiamo di stagione in stagione queste previsioni di ogni centro di calcolo. La scorsa settimana abbiamo pubblicato i bollettini di LaMMA, Cnr e del noto meteorologo Mario Giuliacci, mentre stamani abbiamo ripreso quelle di AccuWeather, che negli ultimi anni si sono rivelate le più affidabili (cioè, detto in soldoni, le meno sballate).
Invece si potrebbe davvero parlare di “anno senza estate” nell’estremo nord continentale e nelle zone occidentali, tra Norvegia, Svezia, Regno Unito, Belgio, Olanda, Francia, penisola Iberica e anche nord/ovest italiano, fin nel Maghreb, con continue ondate di freddo nord Atlantico e perturbazioni oceaniche che alimenteranno il maltempo, anche se senza ombra di dubbio non mancheranno anche delle ondate di calore con belle giornate di sole e temperature gradevoli, ma saranno periodi brevi che in un contesto stagionale di tre mesi diventeranno climaticamente insignificanti rispetto alle più lunghe fasi fredde e perturbate.
Di conseguenza, nelle aree di confine tra le due anomalie principali si creerà la convergenza tale da alimentare i fenomeni più estremi, e cioè nel nord dell’Algeria, nell’area alpina (centro/nord Italia, Svizzera, Austria, Slovenia, sud della Germania, Repubblica Ceca e Ungheria), e Paesi Baltici (nord della Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania, sud della Finlandia e sud/est della Svezia), dove potranno concentrarsi i fenomeni più estremi, con forti temporali, grandinate e trombe d’aria. Un’evoluzione da prendere con le pinze per una stagione che promette una spiccata vivacità atmosferica, da seguire passo passo senza mai staccare la spina.