“El Niño” stravolge il clima della Terra: storica ondata di caldo in America, record frantumati. E anche in Europa…

Il progressivo riscaldamento del Pacifico orientale sta contribuendo a rendere davvero eccezionale la calura fra l’America centrale e Cuba, stabiliti numerosi record di caldo. El Niño inizia a fare sul serio…

Da alcune settimana l’intera fascia dell’America centrale, buona parte del Venezuela e parte dell’area caraibica occidentale è interessata da una eccezionale quanto persistente ondata di calore che sta favorendo l’abbattimento di numerosi record di caldo assoluti. Da Cuba al Venezuela occidentale, passando per l’Honduras, il Guatemala e gli altri stati dell’America centrale, il passaggio del sole allo “Zenit” (raggi solari perpendicolari al terreno durante le ore centrali del giorno), sta determinando una sorprendente “scaldata”, ulteriormente enfatizzata dalla presenza nei bassi strati di aria ancora secca, in parte deumidificata dalle “Subsidenze atmosferiche” (lenti moti discendenti in seno alla colonna d’aria) che contraddistinguono la lunga cintura anticiclonica facente capo alla “Cella di Hadley” che risale verso nord, in direzione dei Caraibi e dell’America centrale.

Honduras_spiaggeIl caldo più intenso si è sperimentato in Venezuela, dove nei giorni scorsi l’accumulo della calura ha permesso ai termometri di poter varcare la soglia limite dei +40°C +41°C all’ombra. Si tratta di cifre davvero eccezionali per il Venezuela visto che da queste parti è davvero raro registrare temperature massime prossime al muro dei +40°C. Quella di ieri, mercoledì 29 Aprile 2015, è stata una giornata davvero epocale per la storia climatologica del Venezuela, dopo che la stazione di Coro ha archiviato una temperatura massima di ben +43°C all’ombra. Valore che ha letteralmente fatto a pezzi il vecchio record di caldo nazionale, rappresentato dai +42.0°C di Machiques.

ep_sst_mmOltre al nuovo storico record assoluto di caldo di Coro, che ieri per la prima volta nella storia ha sfondato il muro dei +43°C, la soglia dei +39°C +40°C è stato oltrepassata in altre località del Venezuela occidentale, mentre nel settore più orientale del paese i termometri si sono mantenuti su valori un po’ meno elevati grazie all’azione mitigatrice dell’Aliseo di NE proveniente dall’Atlantico tropicale. Ma da giorni il caldo eccezionale sta duramente colpendo pure l’America centrale e i Caraibi occidentale, dove le temperature hanno raggiunto picchi di oltre +38°C +39°C all’ombra, veramente elevatissime per i climi tropicali marittimi mitigati dal costante soffio dell’Aliseo e delle brezze termiche.

gl_sst_mmIn particolare tra Honduras, Cuba e Belize in questi giorni rischiano di poter fare la storia, battendo i rispettivi record nazionali. In Honduras spiccano gli oltre +40.5°C raggiunti dalla stazione meteorologica di La Mesa San Pedro Sula e i +41.5°C di Choluteca. A Cuba la stazione meteorologica di Puerto Madre ha appena sfondato la soglia dei +38.4°C mentre nella vicina Punta Lucrecia, una delle più calde dell’intera isola, si puntano i primi +38.0°C. Caldo che spesso, causa l’azione delle brezze, si accompagna a tassi di umidità relativa medio-alti, oltre il 60-70 %, che rendono la calura davvero insopportabile, creando un fastidioso effetto “afa”, oltre che un elevato quantitativo di energia potenziale (CAPE) per lo scoppio di improvvisi violenti temporali di calore alla prima modesta infiltrazione di umidità dall’Atlantico.

Sempre più evidente le anomalie termiche positive sul Pacifico orientale legate al rafforzamento di "El-Nino" con il conseguente indebolimento degli Alisei a ridosso delle coste occidentali sud-americane
Sempre più evidente le anomalie termiche positive sul Pacifico orientale legate al rafforzamento di “El-Nino” con il conseguente indebolimento degli Alisei a ridosso delle coste occidentali sud-americane

Difatti proprio in queste situazioni l’accumulo di enormi quantità di aria molto calda e umida nei bassi strati, assieme all’intensa insolazione diurna e alla scarsa ventilazione (calme orizzontali), sono i fattori che stanno causando l’esplosione di isolati ma severe manifestazioni temporalesche, particolarmente violente fra Panama, l’Honduras, il Guatemala e le aree interne di Cuba. Proprio nella giornata di ieri, dopo l’intensa ”afa” del pomeriggio, infiltrazioni di aria più umida dalle vicine Bahamas, una imponente “Cellula temporalesca” si è rapidamente sviluppata proprio intorno la capitale L’Avana, scatenando un potente temporale di inaudita violenza, caratterizzato da forti rovesci di pioggia, brevi grandinate, attività elettrica a fondoscala e fortissime raffiche di vento (“downburst”) ad oltre 120 km/h. In alcuni quartieri della capitale cubana in poco più di 3 ore di forti rovesci sarebbero caduti fino a 187 mm di pioggia, mentre le fortissime raffiche di vento che hanno accompagnato il mega temporale hanno danneggiato le linee elettriche, lasciando al buio buona parte della città.

slideshow-el-ninoMa altri temporali violenti nei prossimi giorni si potrebbero sviluppare pure fra l’ovest del Venezuela, l’Honduras e il resto degli stati dell’America centrale, ora che l’ITCZ comincia la sua lenta risalita verso nord. Molto probabilmente questa eccezionale ondata di calore che ormai da giorni interessa l’America centrale, il Venezuela e Cuba è da ricondurre all’emergere di un nuovo ciclo di El Niño sul Pacifico equatoriale. Da diverse settimane, infatti, con il sensibile indebolimento dell’Aliseo di SE le acque superficiali del Pacifico orientale si sono rapidamente surriscaldate, presentando anomalie ormai prossime ai +2.0°C +2.5°C in vasti tratti di oceano antistanti la costa di Panama e dell’America centrale, dove si misurano valori di oltre i +30°C +31°C.

El-NinoQuesto progressivo riscaldamento della superficie oceanica, ad ovest dell’America centrale, sta contribuendo a rilasciare in atmosfera una maggiore quantità di calore latente che sta determinando un notevole riscaldamento dell’aria (in particolare negli strati più bassi), come capita sovente in presenza di un “Nino-pattern”. Riscaldamento da mesi evidente sulle coste di Peru, Colombia, Panama e Honduras, e che ora inizia a estendere i suoi effetti anche sul lato venezuelano e caraibico, dove da alcune settimana la calura è divenuta davvero insopportabile. E probabilmente lo sarà fino al mese di Giugno, non appena la risalita dell’ITCZ verso l’America centrale causerà l’avvento della stagione umida, con il progressivo smorzamento dell’intensa calura.

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