Difesa: quella italiana diventa ‘Green’

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La Difesa diventa ‘green’ e lavora alla realizzazione di progetti che hanno lo scopo di ridurre e razionalizzare i propri consumi energetici grazie anche all’innovazione tecnologica. Non solo. Attenta a 360 gradi alla compatibilità ambientale sta cercando di ‘rivoluzionare’ anche i poligoni e il modo di fare esercitazione nell’ambito del progetto “green ammunition” inserendo nei componenti delle cariche ridotte utilizzate per testare munizioni a basso impatto per l’ambiente. Sostituendo quindi componenti, quali il nichel o il piombo con elementi ecocompatibili”, spiega all’Adnkronos il Capitano di vascello Giulio Cappelletti, capo dell’ufficio programmi strategia di ricerca e pianificazione del V reparto innovazione tecnologica del segretariato generale della difesa e direzione nazionale degli armamenti che è la struttura del Ministero della Difesa che ha organizzato, con la collaborazione della Task Force Energia del Ministero della Difesa, fino a domani, a Roma, ‘il forum europeo sull’energia sostenibile’.

Si tratta di una iniziativa della Commissione europea gestita dall’EDA ”European Defence Agency” dove oltre 100 esperti dei settori della difesa e dell’energia provenienti da 25 Paesi europei condividono informazioni e progetti al fine di migliorare la gestione dell’energia, l’efficienza e l’impiego di energie rinnovabili negli usi civili e militari. Le precedenti edizioni si sono svolte a Dublino e a Bruxelles. Il forum è strutturato in una serie di specifici gruppi di lavoro il cui scopo è quello di identificare progetti che le difese europee possono attuare per garantire una energia sicura rispettosa dell’ambiente, che assicuri una bassa emissione di carbonio favorendo anche una transizione verso una economia sicura e competitiva nel settore della energia. La Difesa italiana già utilizza, in alcune sedi come La Spezia o la Cecchignola a Roma dove sono allocati enti, stabilimenti, caserme e istituti di formazione, pannelli per produzione di energia elettrica rinnovabile assicurando un impatto più ecologico delle istallazioni. La Difesa, oltre ad attuare una politica energetica verde sul territorio nazionale, sta finanziando studi e progetti per quanto riguarda energia sostenibile in modo da ottenere anche significativi vantaggi operativi . Il Segretariato generale della Difesa nell’ambito del forum ha presentato attività e progetti che tengono conto dell’autosufficienza dei campi di addestramento, della produzione dell’energia elettrica attraverso l’utilizzo dei rifiuti, la produzione di energia elettrica tramite microturbine innovative . Per quanto riguarda il settore marittimo la strategia della Difesa è quella di puntare su energie rinnovabili, ad esempio quelle che utilizzano i microorganismi presenti nei sedimenti marini e consentono di ottenere energia che premetterà di ricaricare strumentazione oceanografica o sistemi comandati da remoto per la sorveglianza dell’area di competenza. L’attività sinergica di tutte le componenti della Difesa impegnate nel settore dell’energia è volta a l’implementazione di ”iniziative verdi” che consentano, da un punto di vista militare, ”l’aumento di autonomia dei mezzi e la conseguente riduzione dell’organizzazione di costosi convogli logistici che in aree ostili devono essere anche adeguatamente scortati”. Allo scopo la Difesa sta cercando di sostituire gli agenti inquinanti, nella parte esplodente, con prodotti che arrechino poco o nessun danno all’ambiente con elementi ecocompatibili. I progetti ritenuti validi che verranno individuati nell’ambito dei lavori del Forum potranno essere realizzati attraverso il fondo nazionale della ricerca militare con un cofinanziamento con i soggetti proponenti (imprese, centri di ricerca, università) fino ad un massimo del 50%. Ma possono anche esserci finanziamenti da parte di altre fonti (ad esempio dall’Unione europea) se il progetto riveste carattere duale, cioè interessa sia la società civile che l’ambiente militare.