Incendi, giorni devastanti per la Sardegna: pesante la conta dei danni

MeteoWeb

Sardegna devastata dagli incendi che nei giorni scorso hanno colpito boschi e campagne fra Gonnosfanadiga e Arbus (Sud Sardegna) e minacciato  la colonia penale di Is Arenas, evacuata per una notte, coi 130 detenuti e una ventina di agenti costretti a riparare nella spiaggia vicina fino al mattino successivo. Il bilancio provvisorio parla di danni per oltre 2mila ettari.

“Il territorio è ora in sicurezza e gli ultimi focolai quasi definitivamente spenti, sono in corso le attività di bonifica”, comunica nel pomeriggio il vicesindaco di Arbus Michele Schirru, che ha lanciato un appello, rivolto innanzitutto ai Comuni vicini e già raccolto dal primo cittadino di Arborea, Manuela Pintus.

“Abbiamo forte necessità, con ordine, di raccoglie foraggio per le aziende che l’hanno persone, per il quale indicheremo un punto di raccolta. L’acqua è disponibile con una cisterna mobile al bivio per Piscinas-Ingurtosu, in località Sa Perda Marcada sulla strada statale 126”.

“Sono state ore davvero difficili e faticose”, aggiunge il vicesindaco. “Vorrei, pero’, sottolineare, o forse gridare, che Arbus non e’ morta, ne’ devastata ne’ finita: e’ viva e pronta a ripartire”. La Giunta comunale, che ha dichiarato lo stato di calamita’ naturale, ha deciso di aprire un conto corrente dedicato a una raccolta fondi per l’emergenza.

Le fiamme non hanno risparmiato nulla: pascoli, fienili, oliveti, vigne e coltivazioni sono distrutte, mentre diversi animali sono morti e sono state danneggiate le linee elettriche e telefoniche (per quasi un giorno la zona di Arbus è rimasta isolata), oltre alle condotte idriche, seminando distruzione nell’oasi di Sibiri e nelle aree di Sa Perda Marcada, Bidderdi, Gragonti, Gennamari, Is Arenas, Piscinas, nota per le spettacolari dune di sabbia, Ingurtosu e lungo la statale 126.

Il vento caldo della serata del 31 luglio ha poi peggiorato la situazione, rendendo impossibile il fermo definitivo delle fiamme, pertanto sono state poi evacuate le strutture a rischio, compresi camping e abitazioni: le persone sgomberate sono state ospitate a Fluminimaggiore e Buggerru. Il vicesindaco di Arbus ha lamentato la mancanza di mezzi adeguati e, nei primi momenti, anche di uomini.