Sanità, Otodi: “In un anno raddoppiate le protesi parziali al ginocchio”

Le scelte conservative o chirurgiche nella traumatologia di spalla; le indicazioni delle protesi monocompartimentali del ginocchio e le concrete possibilità di ricostruzione cartilaginea: ecco i tre principali temi affrontati dagli Ortopedici e traumatologici ospedalieri d’Italia (Otodi) in occasione del 49° Congresso che si terrà il 17 e 18 maggio a Verona (Palazzo della Gran Guardia). Tutti temi ‘caldi’: in appena un anno ad esempio, ricordano gli esperti, sono raddoppiate le protesi parziali del ginocchio.

“Gli argomenti scelti – spiegano Paolo Esopi, Alberto Momoli e Fabrizio Cortese, presidenti del Congresso – sono di grande interesse e di stretta attualità. Le fratture del terzo prossimale di omero e del cingolo scapolare sono un capitolo di grande importanza ed oggi, grazie al miglioramento delle tecniche, all’approccio multidisciplinare e al ‘timing’ di trattamento, è possibile in tanti casi conservare l’arto e recuperarne la funzione in situazioni che, in passato, avrebbero probabilmente richiesto interventi ben più invasivi”.

Nei prossimi 15/20 anni le fratture dell’estremo prossimale dell’omero, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione, raggiungeranno in Italia un peso socio-sanitario pari a quelle del collo del femore, prevedono gli esperti.

L’attenzione dei medici della Otodi si focalizzerà sulle protesi monocompartimentali del ginocchio, che mettono spesso a dura prova le capacità degli ortopedici. Negli ultimi anni c’è stato un evidente aumento delle protesi monocompartimentali, rispetto alle totali: si è passati, infatti, da una percentuale del 10% circa fino al 30% o in alcuni casi addirittura al 50%.

Ciò è dovuto al grande salto evolutivo, sia in termini di ricerca, sia in relazione alla scoperta di nuove tecnologie di intervento compiuto dalla chirurgia ortopedica italiana. Infine, gli ortopedici ospedalieri analizzeranno le molteplici possibilità di ricostruzione cartilaginea facendo il punto della situazione sulle tecniche adottate fino ad oggi.

Nel 2017, in Italia, circa il 20% degli interventi ortopedici sul ginocchio ha interessato il trattamento della cartilagine mediante diverse metodologie. Alcuni di questi interventi vengono effettuati anche mediante tecniche artroscopiche, cioè attraverso piccoli accessi chirurgici che permettono di arrivare al ginocchio attraverso telecamere e di operare con sofisticati strumenti miniaturizzati riducendo quindi il peso degli interventi.