Astronomia: individuata la possibile sorgente di un neutrino cosmico

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C’e’ anche l’Universita’ di Siena nella collaborazione scientifica internazionale che ha reso possibile un importante risultato della nascente Astronomia multi-messaggero, appena pubblicato sulla rivista Science. Per la prima volta gli scienziati sono riusciti a individuare la possibile sorgente di un neutrino cosmico grazie all’associazione con una sorgente di raggi gamma, cioe’ fotoni di alta e altissima energia.

Si tratta, spiega una nota, di un blazar, ossia una galassia attiva con un buco nero supermassiccio al centro, distante 4,5 miliardi di anni luce, in direzione della costellazione di Orione. Al risultato i ricercatori sono arrivati combinando i dati del rivelatore di neutrini IceCube, che opera tra i ghiacci del Polo Sud, e altri 15 esperimenti per la rivelazione dei fotoni da terra e nello spazio.

Il 22 settembre 2017 infatti IceCube ha osservato un neutrino di altissima energia di origine astrofisica, e ne ha potuto determinare la direzione di provenienza con buona precisione: sufficientemente buona da fornire una direzione di puntamento per decine di altri osservatori, che hanno reagito prontamente all’allerta mondiale immediatamente lanciata da IceCube. Un contributo importante alla scoperta e’ stato dato dall’osservazione effettuata nella direzione da cui proveniva il neutrino “Icecube-170922A” dai telescopi per raggi gamma MAGIC, progettati e costruiti da un gruppo internazionale di 24 universita’ e istituti di ricerca di cui fa parte l’Ateneo senese.

I telescopi MAGIC, due riflettori gemelli da 17 metri di diametro per Astronomiagamma da terra con tecnica Imaging Atmospheric Cherenkov stereoscopica, in funzione all’Osservatorio Nord-Europeo di La Palma nelle Isole Canarie dal 2004, hanno infatti per la prima volta osservato un’emissione di raggi gamma di altissima energia associata a produzione di neutrini dal nucleo di una lontana galassia.

“Questa osservazione e’ risultata molto importante – spiega il professor Riccardo Paoletti, coordinatore del gruppo di ricerca dell’Universita’ di Siena e dell’INFN di Pisa -. Adesso abbiamo la prova che i blazar producono anche neutrini, e quindi anche i loro progenitori, i raggi cosmici”. “E’ la prima volta che si riesce ad avere questa informazione, lungamente attesa”, sottolinea Giacomo Bonnoli, ricercatore presso il dipartimento di Scienze fisiche, della terra e dell’ambiente dell’Ateneo senese, che collabora al progetto. La collaborazione MAGIC coinvolge circa 150 scienziati provenienti da 9 paesi europei, Brasile, India e Giappone.

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