Incendi artici, perché sono pericolosi per il pianeta e il disastroso circolo vizioso che aggrava i cambiamenti climatici

Quest’anno, i mega incendi dell’Artico stanno superando le previsioni: la paura dei climatologi è che venga raggiunto un punto di non ritorno dove passeremo da un lento aumento delle temperature globali ad uno veloce, che produrrebbe risultati disastrosi

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Gli incendi nell’Artico ardono ormai da due mesi, diffondendo il loro fumo, visibile addirittura dallo spazio, nelle città siberiane. La situazione è talmente grave che il Presidente Vladimir Putin ha inviato 2.700 vigili del fuoco militari, 10 aerei e 10 elicotteri per combattere le fiamme. Gli incendi, senza precedenti per dimensioni e intensità, non solo minacciano l’ecosistema, ma potrebbero anche creare un circolo vizioso che potrà solo che peggiorare gli effetti dei cambiamenti climatici e portare ancora più incendi.

È normale che ci siano incendi negli ecosistemi artici, ma non così grandi e non in grado di emettere così tanta anidride carbonica. Finora nel 2019, gli incendi hanno rilasciato oltre 140 milioni di tonnellate di CO?, ossia la quantità emessa dal Belgio in un intero anno. Mentre gli incendi bruciano, consumano anche la torba, la biomassa degradata che conserva il carbonio. Quando il carbonio viene rilasciato nell’atmosfera, contribuisce a scaldare il pianeta ancora di più. “C’è un’ondata di caldo nell’area artica e sicuramente questo fa bruciare gli incendi più a lungo e più grandi. Quel carbonio degli incendi viene rilasciato, creando un riscaldamento maggiore”, ha spiegato Zicheng Yu, paleoecologo della Lehigh University che studia la torba artica.

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Credit: NASA Goddard Space Flight Center

I servizi di monitoraggio dell’atmosfera dell’Unione Europea hanno calcolato che gli incendi sopra il Circolo Artico hanno emesso 50 megatoni di anidride carbonica solo nel mese di giugno (un mese prima di quello che è considerato l’inizio della stagione degli incendi). Questa cifra equivale alle emissioni totali della Svezia in un intero anno ed è più di quanto rilasciato complessivamente dagli incendi di giugno nell’Artico tra il 2010 e il 2018. Nel solo mese di luglio, gli incendi hanno rilasciato 79 milioni di tonnellate di CO?, secondo i dati del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine. Questo rappresenta il doppio delle emissioni di carbonio dell’ultima grande stagione degli incendi artici del 2004 e 2005.

incendi siberiaQuesti incendi hanno catturato l’attenzione di Thomas Smith, che studia gli incendi di torba alla London School of Economics e secondo cui non è normale avere così tanta torba in fiamme: “Questa è stata la prima volta in cui guardando lo schermo del mio computer ho pensato: “Non va bene”. Gli enormi incendi nell’Artico stanno rilasciando talmente tanta anidride carbonica nell’atmosfera da rendere le condizioni future ancora più calde e secche. Questo porterà incendi artici ancora peggiori, che rilasceranno ancora più anidride carbonica nell’atmosfera, creando un pericolosissimo circolo vizioso per la Terra. “La portata è senza precedenti nelle registrazioni satellitari. Gli incendi sembrano essere più a nord del solito”, ha aggiunto Smith.

L’importanza della torba

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Credit: Pierre Markuse/Sentinel 2

Quando una foresta brucia, il carbonio emesso viene riassorbito quando la vegetazione ricresce. Ma gli incendi artici stanno bruciando in un ecosistema delicato, uno che solitamente è verdeggiante, freddo e umido. Una volta che è bruciata, la torba non conserverà più carbonio in tempi ragionevoli. “La torba si accumula in secoli o millenni. Parte di essa può essere bruciata in giorni o settimane”, ha spiegato Yu. Si stima che le torbiere del mondo contengano tra i 600 milioni e gli 800 milioni di tonnellate di carbonio, “una quantità enorme”, secondo Yu. “Le torbiere coprono solo il 3% della superficie terrestre e contengono la stessa quantità di carbonio dell’intera atmosfera”, ha aggiunto.

incendi groenlandiaÈ difficile dire dai dati satellitari quanti incendi artici stiano bruciando attraverso la torba, ma le foto dal campo suggeriscono che almeno in alcune località, la torba è in fiamme. E le emissioni di carbonio dalla torba in fiamme non sono il solo aspetto degli incendi artici che renderà il pianeta ancora più caldo. Le grandi aree di neve e ghiaccio riflettono la luce e il calore nello spazio. Ma quando sono coperti di fuliggine, la neve assorbe la luce e si scioglie. E questo significa meno ghiaccio e meno neve per rimandare il calore nell’atmosfera e impedire un ulteriore riscaldamento del pianeta. La torba in fiamme e lo scioglimento di neve e ghiaccio contribuiranno ancora di più ai cambiamenti climatici, che catalizzano gli incendi in primo luogo. Inoltre, le stesse polveri sottili che inscuriscono il ghiaccio sono dannose per la salute umana.

Gli incendi in Siberia hanno già bruciato 120.000km² quest’anno e altri 30.000km² sono attualmente in fiamme. Le condizioni nell’area sono così gravi che circa 900.000 residenti hanno firmato una petizione che chiede al governo russo di dichiarare lo stato di emergenza.

Come sono iniziati gli incendi?

cambiamenti climatici climate changeDopo il giugno più caldo mai registrato, secondo la NOAA, nell’Artico si sono diffusi gli incendi. E poi il mese di luglio è stato anche peggio, risultando non solo il luglio più caldo mai registrato, ma anche il mese più caldo mai registrato a livello globale. Da nessun’altra parte il clima sta cambiando così velocemente come nell’Artico. L’area più settentrionale del pianeta si sta riscaldando al doppio della velocità rispetto al resto della Terra. A giugno, nell’Artico c’erano 8-10°C in più del solito. In Europa, giugno è stato di 2°C più caldo della media. Le temperature in aumento stanno portando meno umidità e più incendi. C’è stato un aumento costante, soprattutto negli ultimi 4 anni, nelle dimensioni e nella frequenza degli incendi nell’Artico. “Serviranno centinaia o migliaia di anni per sostituire la torba che brucia e potrebbe non essere mai sostituita se i cambiamenti climatici non verranno invertiti”, ha concluso Smith.

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Credit: Anton Voronkov

Quest’anno, i mega incendi dell’Artico stanno superando le previsioni. Uno studio condotto nel 2012 avvisava che in Alaska potrebbero bruciare oltre 8.000km² ogni anno entro il 2099. Fino al 31 luglio, erano già bruciati oltre 9.500km² e la stagione degli incendi nello stato non è ancora finita. Gli scienziati stimano che l’Artico contenga il 50% del carbonio presente nel suolo di tutta la Terra, che questi incendi ora stanno rilasciando nell’atmosfera. La paura dei climatologi è che venga raggiunto un punto di non ritorno dove passeremo da un lento aumento delle temperature globali ad uno veloce, che produrrebbe risultati disastrosi.

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