Dazi, Prandini: “Gli aiuti proposti da Coldiretti nel Consiglio Ue”

E’ importante che la proposta della Coldiretti di attivare aiuti compensativi per azzerare l’effetto dei dazi americani su alcuni prodotti agroalimentari sia stata accolta dal Governo italiano
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E’ importante che la proposta della Coldiretti di attivare aiuti compensativi per azzerare l’effetto dei dazi americani su alcuni prodotti agroalimentari sia stata accolta dal Governo italiano e portata già alla prossima riunione del Consiglio Europeo Agricoltura e Pesca in programma lunedì 14 ottobre. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini al Forum Internazionale dell’agroalimentare a Cernobbio dove è stata apparecchiata la “La tavola degli americani dopo i dazi”.

“Siamo stati i primi a chiedere un intervento immediato con risorse adeguate per sostenere le imprese colpite dai dazi ed evitare la perdita di competitività sul mercato a vantaggio dei Paesi concorrenti” ha affermato Prandini nel sottolineare che “occorre rafforzare i programmi di promozione dei prodotti agricoli nei paesi terzi e concedere aiuti nazionali agli agricoltori che rischiano di subire gli effetti di una tempesta perfetta tra dazi Usa e Brexit, dopo aver subito fino ad ora una perdita di un miliardo di euro negli ultimi cinque anni a causa dell’embargo totale della Russia”.

Una prima risposta positiva in questo senso – ha rilevato Prandini – è venuta dal nuovo Commissario europeo all’Agricoltura Janusz Wojciechowski che nel suo primo intervento ha avanzato la proposta di una riserva di crisi contro gli aumenti tariffari sulle importazioni di prodotti europei negli Stati Uniti. Lo stesso Donald Trump, in occasione della guerra commerciale con la Cina – ha continuato Prandini Coldiretti -, ha varato un piano da 16 miliardi di dollari per sostenere i farmers, gli agricoltori americani colpiti dagli effetti dei dazi.

E’ quindi importante che la risposta dell’Unione Europea non si faccia attendere dopo la pubblicazione della black list del Dipartimento del Commercio statunitense (USTR) sul Registro Federale che entrerà in vigore il 18 ottobre colpendo con dazi del 25% il Made in Italy sulle tavole statunitensi, dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano fino al Gorgonzola ma anche altri prodotti lattiero caseari, salumi, agrumi, succhi e liquori. L’azione dell’Italia è supportata da analoghe richieste da parte della Spagna colpita su olio di oliva, vino e formaggi e dalla Francia che stima in circa 1 miliardo il danno economico totale causato dai dazi USA, anche se più della metà (530 milioni) riguarderà il settore aerospaziale mentre nell’alimentare sono interessati i vini ed i formaggi tranne il Roquefort.

La Grecia grazie ai negoziati portati avanti dal governo, sarebbe riuscita ad escludere l’olio d’oliva e le olive da tavola (più del 50% dell’export agricolo Greco negli USA) dall’elenco dei prodotti colpiti mentre per l’Irlanda – conclude la Coldiretti – i settori maggiormente colpiti sono quello lattiero caseario, quello delle carni suine e dei liquori (Whisky e Baileys) ma le preoccupazioni si sommano a quelle per la Brexit.

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