Sono giorni di ansia, paura e disperazione in Albania dopo il terremoto di magnitudo 6.4 del 26 novembre. La scossa, con epicentro nei pressi di Durazzo, ha provocato il crollo di molti edifici e un conseguente bilancio delle vittime che continua ad aumentare man mano che si scava nelle macerie. Al momento, si parla di 40 vittime e oltre 650 feriti. E la terra continua a tremare in Albania: alle 11:52 di oggi, è stata registrata una nuova scossa di magnitudo 4.9 nell’Adriatico, 18km a nordovest di Durazzo. Questa scossa, l’ennesima della sequenza che sta colpendo l’area, ha scatenato il panico tra residenti e soccorritori.
Molti cittadini sono sfollati e anche quelli che non lo sono, temono di far rientro nelle loro case proprio a causa della paura di altre repliche di forte intensità. Su questo argomento si sono espressi 3 esperti: il Dott. Stephen Hicks (ricercatore della facoltà di Ingegneria dell’Imperial College London), la Dott.ssa Wendy Bohon (geologa delle Incorporated Research Institutions for Seismology) e Remy Bossu, segretario generale del Centro Sismologico Euro-Mediterraneo, hanno commentato quanto sta accadendo nei Balcani e cosa possiamo aspettarci nell’immediato futuro sul sito exit.al.

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La Dott.ssa Bohon ha spiegato: “È molto improbabile che ci sia un’altra scossa di magnitudo uguale o maggiore. Tuttavia, le repliche avvertite continueranno per un po’ di tempo. Le repliche sono terremoti che si verificano dopo una scossa principale (o un terremoto più grande) e possono provocare danni a sé stanti, soprattutto agli edifici o alle infrastrutture che sono già danneggiate”.
Bossu ha dichiarato: “Nella grande maggioranza dei casi (>95%), non osserviamo un terremoto altrettanto grande o più grande. Ogni terremoto genera i suoi aftershock e continueranno per giorni e settimane ma il numero di aftershock in Albania è già diminuito. Una scossa più grande è molto improbabile ma non può mai essere totalmente esclusa. Ma potrebbero servire diversi mesi prima che le scosse tornino ai livelli “normali”.
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Il terremoto in Albania del 26 novembre è stato uno dei più grandi a colpire l’area in diversi decenni e quella dei tempi per un’altra scossa di queste dimensioni è una questione che suscita particolare interesse. Hicks ha affermato: “Purtroppo, non possiamo ancora prevedere il momento e la posizione dei terremoti imminenti. In generale, i terremoti si verificano quando gli stress tettonici nella crosta accumulati in decine o centinaia di anni lungo la faglia, vengono improvvisamente rilasciati quando la faglia si muove, generando vibrazioni attraverso il suolo. Alcune sequenze nei terremoti possono avvenire in maniera piuttosto ravvicinata nel tempo (giorni, mesi, anni), in altre potrebbero trascorrere decenni o centinaia di anni tra le scosse. Senza mappe dettagliate delle faglie e senza il monitoraggio del loro movimento nel tempo, non lo sappiamo”.
Bohon ha spiegato: “Questa area sperimenta scosse di questa magnitudo piuttosto frequentemente. Questo è il 9° terremoto di magnitudo maggiore di 6.0 a verificarsi dal 1905. Questo è dovuto alla compressione tettonica della crosta che si estende dalla Croazia verso sud fino alla Grecia. Quando la crosta è compressa in questo modo, produce rotture e ondulazioni, causando terremoti”.
Bossu ha dichiarato: “Ci sono repliche che sono normali dopo il terremoto M. 6.4. In questo caso, molte di queste repliche sono vicine alle aree abitate, che significa che anche quelle di piccola magnitudo possono essere ampiamente avvertite. Questa è una situazione molto difficile da fronteggiare da un punto di vista psicologico ed è molto snervante. Questa difficoltà deve essere pienamente riconosciuta: tutte queste repliche avvertite hanno un reale costo psicologico sui cittadini”.
Gli esperti hanno parlato anche delle misure che il governo dovrebbe adottare per prepararsi ad eventi simili in futuro. Hicks ha sottolineato l’importanza della “ricerca approfondita sul pericolo sismico di un’area prima che il terremoto si verifichi per identificare i tipi di costruzione suscettibili, le faglie che potrebbero rompersi con una determinata magnitudo e in un determinato momento. Spesso diciamo la frase: i terremoti non uccidono le persone, gli edifici sì. Quindi è opportuno regolare le norme edilizie e ammodernare gli edifici, in modo che possano sostenere la scossa in un probabile scenario sismico”.
Concetto ripreso anche da Bohon: “Le migliori cose che i governi possano fare è richiedere e rafforzare le norme edilizie, in modo che gli edifici non crollino durante i terremoti”. “Il governo deve adottare e rafforzare le norme edilizie, la preparazione della risposta, ecc.. Ma anche le persone devono prepararsi: assicurarsi che non ci siano oggetti pesanti sulle mensole, avere un piano familiare, essere sicuri di sapere come reagire e cosa fare in caso di un forte terremoto”, ha aggiunto Bossu.
Proprio su questo punto, gli esperti hanno spiegato come comportarsi in caso di terremoto. “Dipende dal tipo di costruzione. In località come gli Stati Uniti, raccomandano di “abbassarsi, coprirsi e aspettare”, per esempio sotto un tavolo o lo stipite della porta, perché molte persone vengono ferite dalla caduta di mattoni. Ma se l’edificio in cui vi trovate è suscettibile ai danni e al rischio di crollo, probabilmente è meglio uscire all’aperto e stare lontani da potenziali oggetti in caduta. Consiglio alle persone dell’area di prepararsi (avere una torcia di riserva, kit di pronto soccorso e scorte di cibo nel caso di un grande terremoto). Le persone dovrebbero anche ascoltare le organizzazioni ufficiali di monitoraggio dei terremoti. È meglio essere sempre preparati”, ha detto Hicks.
“Se siete all’interno quando sentite un terremoto, abbassatevi e riparatevi sotto un mobile resistente, come un tavolo. Quando la scossa finisce ed è sicuro, lasciate l’edificio. Muovetevi velocemente ma lontano da qualsiasi cosa che possa cadervi sopra, come edifici, linee elettriche e rami d’albero”, ha avvisato Bohon. Bossu ha concluso: “Generalmente è consigliato stare all’interno, ripararsi durante la scossa (per esempio, sotto un tavolo robusto) e uscire all’aperto dopo. Perché? Perché tentare di uscire DURANTE la scossa è pericoloso: molti oggetti possono cadere dal tetto, dai balconi, ecc., e la possibilità di essere colpiti da un oggetto è molto più alta della possibilità che l’edificio crolli. Il miglior modo per ridurre l’ansia è sapere cosa fare nel caso di un futuro terremoto, essere preparati e restare informati”.