Coronavirus, l’OMS dichiara lo stato di emergenza globale: cosa significa e cosa succederà ora

Il direttore generale dell'OMS: "La nostra più grande preoccupazione è il potenziale del virus di diffondersi nei Paesi con sistemi sanitari più deboli e che sono poco preparati ad affrontarlo”

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato lo stato di emergenza globale per l’epidemia di coronavirus in Cina. Gli esperti hanno dato l’annuncio ieri sera dopo un incontro del comitato di emergenza dell’OMS a Ginevra. Parlando alla stampa, il Dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, ha detto: “Il motivo principale per questa dichiarazione non è a causa di quello che sta accadendo in Cina, ma a causa di quello che sta succedendo in altri Paesi. La nostra più grande preoccupazione è il potenziale del virus di diffondersi nei Paesi con sistemi sanitari più deboli e che sono poco preparati ad affrontarlo”.

AP/LaPresse

La scorsa settimana, l’OMS aveva detto che era “troppo presto” per dichiarare un’emergenza internazionale di salute pubblica (o Pheic, Public Health emergency of International Concern), ma ieri l’azione si è resa necessaria per aiutare i Paesi a prepararsi per la possibilità che il virus si diffonda ulteriormente. Il nuovo virus ora ha infettato più persone di quante se ne siano ammalate nel 2002-2003 a causa dell’epidemia di Sars. Il numero di casi sta sfiorando i 10.000, superando gli 8.437 infettati dalla Sars.

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Ma cos’è uno stato di emergenza internazionale di salute pubblica? È una dichiarazione formale dell’OMS di “un evento straordinario che costituisce un rischio per la salute pubblica in altri stati attraverso la diffusione internazionale di una malattia e che richiede potenzialmente una risposta coordinata a livello internazionale”. Uno stato di emergenza internazionale di salute pubblica viene dichiarato quando emerge una situazione che è “grave, improvvisa, insolita o inattesa”, che “comporta implicazioni per la salute pubblica oltre i confini nazionali dello stato colpitoe che “potrebbe richiedere un’azione immediata a livello internazionale”.

Circa questa dichiarazione, il direttore generale dell’OMS ha precisato: “Questa dichiarazione non è un voto di sfiducia nei confronti della Cina. Al contrario, l’OMS continua ad avere fiducia nella capacità della Cina di controllare l’epidemia”. Il bilancio delle vittime del nuovo coronavirus è di 213, tutte in Cina, inferiore alle 348 vittime provocate dalla Sars in Cina (813 nel mondo).

Cosa succederà ora? I casi di coronavirus continueranno ad essere monitorati e l’OMS ha affermato che “tutto il mondo deve essere in allerta” per la nuova epidemia di coronavirus.

Intanto, in Italia, come conseguenza diretta della decisione dell’OMS, è stato dichiarato lo stato di emergenza.

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