Coronavirus, aumentano i contagi in Lombardia: terzo caso nel Cremonese, Milano in ansia

Salgono a 46 i casi totali di coronavirus registrati in Lombardia dopo un terzo caso confermato nel cremonese: anche Milano è in ansia ma finora nessun contagio

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Continuano ad aumentare i casi di coronavirus in Lombardia. Terzo caso accertato in provincia di Cremona: si tratta di un anziano residente a Soresina, ricoverato da alcuni giorni all’ospedale di Crema. Sono ancora ignote le modalita’ di contagio. Sono state gia’ attivate le procedure di identificazione dei contatti diretti.

Discrete e stabili le condizioni dei pazienti a Cremona

Sono “discrete e stabili” le condizioni delle due persone affette da Coronavirus ricoverate all’ospedale di Cremona. Lo rende noto l’ASST di Cremona. Attualmente in Ospedale a Cremona sono ricoverati altri tre pazienti provenienti dal lodigiano. I pazienti si trovano presso l’Unita’ Operativa di Malattie Infettive. L’Ospedale di Cremona – informa l’ASST – e’ attivo in tutte le sue funzioni e sta garantendo tutte le prestazioni in urgenza. A scopo cautelativo Asst consiglia ai visitatori di recarsi in Ospedale solo in caso di reale necessita’. In collaborazione con la Protezione Civile, davanti all’ingresso principale dell’Ospedale di Cremona e’ stata allestita una tenda da campo che fungera’ da punto di accoglienza (pre-triage di Pronto Soccorso) gestito da operatori sanitari dell’ASST di Cremona. Cio’ al fine di potenziare la zona filtro e diversificare correttamente i percorsi di assistenza in sicurezza. A scopo cautelativo sono state temporaneamente sospese lezioni e tirocini dei Corsi di Laurea delle professioni sanitarie, corsi di Formazione Continua, convegni, asilo nido aziendale, attivita’ ambulatoriale di Pneumologia, attivita’ chirurgica in elezione (Programmata) e attivita’ di Day Surgery.

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Milano in ansia, ma nessun contagio

Trenta chilometri separano il centro di Milano dal ‘centro’ del contagio, il Lodigiano. E se nella metropoli lombarda ancora non e’ stato registrato nessun caso, la preoccupazione cresce, tanto che lo stesso primo cittadino, il sindaco Beppe Sala non ha esitato ad invitare i milanesi “quando possibile, a ridurre la socialita’ e seguire le norme igieniche“. E ci si prepara ad affrontare un’eventuale situazione d’emergenza. A fare da ‘apripista’ nella scelta della prudenza, il tribunale di Milano. La cittadella della Giustizia alla sua riapertura, lunedi’, non sara’ agibile ai comuni cittadini: “Su disposizione dei capi dell’ufficio – si legge in una circolare interna consultata dall’AGI – si comunica che lunedi’ 24/02 tutti gli uffici, comprese le segreterie dei pm, saranno chiusi al pubblico fino a nuova disposizione. Fuori dai rispettivi uffici verra’ affisso un avviso per il pubblico, in cui si comunica che tutte le istanza devono essere depositate presso gli sportelli U.R.P. (Ufficio Relazioni con il Pubblico)”. La Curia meneghina che ha dato disposizione perche’ l’ostia consacrata venga consegnata durante la Messa nelle mani dei fedeli e non direttamente in bocca.

In citta’ è tutto normale. Il centro e’ preso d’assalto come sempre nei giorni festivi e tanti turisti affollano piazza Duomo, la Galleria e il Castello. Anche i centri commerciali e gli esercizi pubblici restano pieni come in un normale weekend, ma nei supermercati gli scaffali di disinfettanti e presidi medici come guanti e mascherine sono stati svuotati dai clienti. E non manca chi indossa la protezione al naso e alla bocca, soprattutto alla Stazione Centrale, il principale crocevia di viaggiatori. “Di liquidi sterilizzanti – spiega una farmacista al Gratosoglio, nella periferia Sud del capoluogo lombardo – ne abbiamo ordinati questa mattina 10 scatole. In quattro ore sei le abbiamo gia’ vendute”. Anche qui le mascherine vengono continuamente ordinate e finiscono subito.

Questo nonostante le rassicurazioni dell’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, che in conferenza stampa ha piu’ volte insistito: “Ad oggi escludiamo che a Milano si possa ritenere che ci sia una situazione” riconducibile a un caso di contagio da Coronavirus. I controlli su persone che temevano di essere contagiate sono stati oltre un centinaio “e continueranno“, ha ribadito Gallera, “ma tutti negativi“. Le grandi catene, seguendo le direttive, hanno invitato i propri dipendenti che abitano nelle zone del contagio a restare a casa ma “chi ci assicura sui clienti?“, si sfoga una cassiera di una multinazionale dello shopping alle porte di Milano, “dovrebbero lasciarci andare tutti a casa“. A esentare dal lavoro i dipendenti residenti negli 11 Comuni del Lodigiano ‘a rischio’ diverse grandi aziende, molte delle quali daranno vita dove possibile al telelavoro, e lo stesso comune di Milano. “Continueremo a tenere aperti tutti i servizi e i nostri uffici – ha pero’ voluto sottolineare Sala – Sui servizi basici non cambia nulla”. Sara’ rinviato invece “un concorso che era previsto in settimana con migliaia di persone da tutta Italia“: si tratta di un evento eccezionale, quindi “aspettiamo a farlo, non succede nulla“, ha rassicurato. Concludendo: “Si naviga a vista e domani ci rivedremo”. Rassicurazioni anche dal prefetto. “Siamo pronti e ci stiamo attrezzando per poter adottare tutti i provvedimenti necessari”, ha detto Renato Saccone, “sara’ necessario agire in piena concordanza con le linee nazionali“. Domani, inoltre, “ci sara’ una riunione in mattinata sull’igiene pubblica” perche’ Milano e’ una “grande citta’” dove le complicazioni potrebbero essere “importanti ma anche le risorse” sono altrettanto ingenti.

Ministero giustizia: le misure di prevenzione nelle carceri

Esonero dal servizio, fino a nuove disposizioni, per tutti gli operatori penitenziari residenti o comunque dimoranti nei Comuni di Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano. Analoga impossibilita’ di accedere agli istituti penitenziari anche per il personale esterno, gli insegnanti, i volontari e i familiari di detenuti che provengano dai suddetti Comuni. Sospese, inoltre, con effetto immediato e fino a nuova disposizione, le traduzioni dei detenuti verso e dagli istituti penitenziari rientranti nella competenza dei Provveditorati di Torino, Milano, Padova, Bologna e Firenze“. È quanto si legge in una nota del ministero della Giustizia. “Il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap)- spiega il comunicato- si prepara a prevenire il contagio dovuto alla diffusione del coronavirsu in alcune localita’ lombarde e, conformandosi alle indicazioni del ministero della Salute e d’intesa con il presidente della Regione Lombardia, ha inviato un ordine di servizio ai Provveditorati e a tutti gli istituti penitenziari italiani”. Inoltre, prosegue la nota, “viene istituita anche una unita’ di crisi presso la Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento per assicurare il costante monitoraggio dell’andamento del fenomeno e delle informazioni relative ai casi sospetti o conclamati, nonche’ per l’adozione tempestiva delle conseguenti iniziative”. Nella nota, infine, il capo del Dap Francesco Basentini, raccomanda “ai direttori, attraverso il coinvolgimento del presidio medico competente per l’istituto, di attuare uno stretto coordinamento con le autorita’ sanitarie locali e gli altri eventuali referenti territoriali, nonche’ di predisporre le azioni necessarie ad assicurare l’osservanza delle indicazioni, rispettivamente offerte dal Ministero della Salute e dall’Organizzazione Mondiale della Sanita'”.

Assessore Gallera: “Le due aree individuate per la quarantena non sono sufficienti”

In merito alle due aree che ospiteranno le persone per la quarantena che sono state individuate dal ministero della Difesa a Milano (l’ospedale militare di Baggio) e a Piacenza “oggi abbiamo appreso che sono aree con dei numeri non sufficienti a soddisfare la necessita’ anche solo quella attuale”. Lo ha detto l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, al termine del tavolo provinciale per l’ordine e sicurezza e la salute pubblica a Milano. “Altre aree, a parte quelle due, non penso che saranno nella citta’ di Milano”, ha concluso Gallera.

L’assessore ha spiegato, inoltre, che le aree dedicate alla “quarantena” sono aree, in cui “le persone saranno collocate in modo sicuro e da li’ non usciranno e non avranno relazioni con l’esterno. Ma potrebbero essere collocate da qualunque parte d’Italia”. L’assessore ha poi rivolto “un invito ai cittadini milanesi e a tutti di stare sereni perche’ collocheremo delle persone che saranno in isolamento, e li’ verranno probabilmente collocate persone che non sono nemmeno positive, ma in osservazione perche’ hanno avuto contatti diretti con i contagiati”. “Avremo bisogno di un’area in cui mettiamo i contatti diretti per verificare se evidenziano la malattia nell’arco del periodo di incubazione, dall’altra parte metteremo i positivi asintomatici ovvero chi e’ positivo ma non ha la malattia conclamata”, ha concluso Gallera.

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