Coronavirus e Global Warming: troppo allarmismo per il Clima mentre trascuriamo i rischi delle epidemie mondiali

La teoria climatica AGW-IPCC non è comprovata; il conseguente allarmismo globale è solo ipotetico e comunque lontano nel tempo. Non così è l'epidemia di Coronavirus in atto. Cosa succederà?

Il grande scienziato/astronomo Galileo affermava: “la filosofia (ora scienza ndr) è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto dinnanzi agli occhi (io dico Universo) ma non si può intendere se prima non s’impara a inteder la lingua e conoscere i caratteri né quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica….”

E più oltre sostiene che “la scienza ubbidisce all’esperimento, non all’opinione delle Autorità” (1627 – Il Saggiatore) a proposito delle comete, aggiunge :”Prima di affermare la validità assoluta di un’ipotesi, occorre dimostrare che non valga ipotesi alternative”.

In linea con detti principi scientifici, noi sosteniamo che la teoria AGW-IPCC, basata sulla relazione proporzionale e lineare tra quantità di emissioni di CO2 antropiche ed aumento delle temperature terrestri, non è comprovata da evidenze storiche del clima.

Le previsioni climatiche future sono solo ipotetiche e sussistono altre ipotesi alternative.

Esaminiamone alcune:

  1. Il ruolo della CO2 ed altri gas serra di origine antropica ci appare eccessivamente sovrastimato rispetto alle emissioni di origine naturale: vulcani subaerei e sottomarini, fenomeni geotermici, incendi boschivi, ecc.
  2. Periodiche oscillazioni climatiche sono cadenzate dalle eruzioni vulcaniche, da sempre operanti nella storia del Pianeta. Spesso sono concause forzanti al clima freddo. Secondo i vulcanologi, 1500 circa, sono i vulcani attivi subaerei, dei quali circa 50 eruttano ogni anno. A questi vanno aggiunti quelli sottomarini e le bocche idrotermali abissali oceaniche, con rapporto numerico stimato in 1 a 55, ovvero oltre 80,000 sottomarini! Si ha così una vaga idea delle enormi quantità di gas di origine naturale immesso in atmosfera (degassamento oceanico).
  3. Secondo alcuni climatologi gli allevamenti di animali (bovini, ovini, suini, ecc.) emetterebbero CO2 antropica e metano nell’ordine del 15-20% del totale. A questi livelli vanno aggiunti gas serra da respirazione e metabolismo di oltre 7 miliardi di umani, più la quota prodotta da attività industriali, trasporti e di produzione di energia. Si può certo ridurre – come proposto – la quata degli allevamenti riducendo i consumi di carne e la quota industriale ricorrendo a fonti energetiche alternative. Incomprimibile, per contro, è quella di origine naturale, a meno che non si ricorra al costosissimo ed utopico sequestro e stoccaggio sotterraneo di CO2. E’ comunque certo che non si risolve il problema dei consumi di carne, aumentando il numero dei vegetariani e vegani nel mondo!
  4. Per centrare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi (contenimento delle temperature entro 1.5-2°C di aumento entro i prossimi 20-30 anni, necessitano: volontà politica dei governi, compatibilità economico-finanziaria, disponibilità di enormi risorse e – soprattutto – una scala di priorità stabilita a livello globale. Il flop mediatico e lo stallo decisionale al COP 25 di Madrid la dice lunga sullo stato attuale dei progetti.
  5. Un improvviso evento di portata planetaria ha recentemente scosso dalle fondamenta la scala delle priorità dei governi. Nel mese scorso esplode in Cina l’epidemia di CoronaVirus COVIT -19. La salute dell’umanità è in grave pericolo; la crescita del PIL mondiale appare compromessa; enormi risorse finanziarie servono non più su scale decennali, ma subito……..entro settimane o mesi per fronteggiare una potenziale catastrofe!
  6. Simili eventi epidemici mondiali sono già comparsi storicamente: peste nera nella seconda metà dei secoli ‘500, 1300, 1600, la “spagnola” negli anni 1918-19 (oltre 25-30 milioni di morti), indi le pandemie recenti di Ebola, HIV, Sars, Mers e aviaria. Da dove vengono questi tremendi e micidiali virus, di fronte ai quali la scienza medica è sostanzialmente indifesa? Alcuni scienziati riprendono vecchie teorie che sostengono l’origine cosmica della vita, inseminata sulla terra da molecole organiche e microrganismi portati da comete e meteoriti. E’ la teoria della Panspermia di S. Arrhenius (1906), di F. Hoyle e C. Wikramasinge (anni ’70 – nuvola della vita) e, più recentemente, F. Crick. Altri studiosi sostengono l’esistenza di microrganismi “estremofili” che vivono nelle profondità sotterranee e nelle pianure abissali oceaniche attorno a camini e sorgenti termali, ed emergono in superficie per convezione nelle fasi di degassamento oceanico e delle eruzioni vulcaniche. Virus e batteri nocivi, in questa prospettiva, sarebbero di origine terrestre. Che provengano dal cosmo o siano di origine terrestre poco importa. Fatto sta che questi microrganismi sono stati da troppo tempo trascurati …….E’ il caso di affrontarli con decisione, con adeguate politiche di prevenzione e vaccini, costi quel che costi (whatever it takes)!

Conclusioni – L’umanità corre dunque un grave pericolo ora, non fra 20-30 anni come prevede l’IPCC! Gli imperativi categorici salva clima di Parigi sono ora improvvisamente declassati ad istanze di secondo o terzo ordine di priorità ed urgenza globali. La Greta svedese ed i climatologi mondiali se ne facciano una ragione!

Enormi risorse finanziarie mondiali, previste per arrestare la deriva planetaria del surriscaldamento da CO2 antropica, dovranno fatalmente essere spostate altrove. Dove? …….al potenziamento delle nostre difese immunitarie! Meditate gente, meditate!

Dott. Ing. Giuliano Ceradelli

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