Coronavirus, Bocca: “La situazione turismo è precipitata”, si stima il 40% delle disdette a Venezia

"Basti considerare che durante i mesi di febbraio e marzo gli esercizi ricettivi italiani ospitano 14,5 milioni di turisti italiani e stranieri, per quasi 40 milioni di pernottamenti"

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“Siamo molto preoccupati. In pochissimo tempo la situazione è precipitata. Sino a qualche giorno fa, l’Italia risultava sostanzialmente indenne dall’epidemia, con un numero limitatissimo di pazienti sotto osservazione, per contagi contratti all’estero. Oggi siamo nell’occhio del ciclone e il danno d’immagine si è già trasformato in danno economico”. Con queste parole il presidente di Federalberghi, Bernabo’ Bocca, commenta con l’ANSA l’impatto del coronavirus sull’economia del turismo. “La posta in gioco – aggiunge Bocca – è molto alta. Basti considerare che durante i mesi di febbraio e marzo gli esercizi ricettivi italiani ospitano 14,5 milioni di turisti italiani e stranieri, per quasi 40 milioni di pernottamenti. Al contrario di quel che si potrebbe credere, non siamo in bassa stagione: per alcune aree del Paese, questo e’ un periodo di intensa attività. Penso ad esempio al carnevale, alle settimane bianche, alle gite scolastiche e ad importanti manifestazioni fieristiche”.

“E’ difficile in queste ore avere un quadro preciso ma si stima che al momento le disdette superino il 40%. E il dato va crescendo”. Lo rende noto il vicedirettore dell’Associazione veneziana degli albergatori (Ava), Daniele Minotto. “Le difficoltà – aggiunge Minotto – riguardano in particolare gli eventi già programmati: se le cene in hotel, al pari di quelle dei pubblici esercizi, possono essere confermate, dovranno invece essere cancellati balli in maschera, feste, dibattiti e proiezioni”.

“Tra l’effetto paura e le conseguenze di questi eventi annullati – prosegue Minotto – è difficile essere fiduciosi ma tutto dipende dalle decisioni che saranno prese a marzo. Se saranno stabilite misure simili a quelle della Lombardia, come il coprifuoco, la situazione potrà solo peggiorare. Ovviamente si tratta di uno scenario che non vogliamo neppure considerare”.

Comprendiamo le paure diffuse – aggiunge Minotto – ma al tempo stesso siamo consapevoli che il nostro sistema sanitario sta tenendo e crediamo che l’immagine di efficienza del nostro territorio alla fine sarà premiata. Ai turisti ricordiamo che la città è fruibile e che i servizi, eccetto alcuni uffici pubblici, sono operativi: non ci sono le motivazioni per giustificare rinunce e rinvii da parte degli ospiti”.

Per la vicepresidente dell’Ava, Stefania Stea “la categoria è compatta e collaborativa nel seguire le disposizioni. A Venezia si tratta di casi isolati e l’obiettivo condiviso e’ di fronteggiare questa situazione con la massima disponibilita’, per uscirne e tutelare le imprese e i 25 mila posti di lavoro che il settore alberghiero e turistico garantiscono in citta’. Dopo l’acqua alta di novembre e il grande lavoro fatto per far arrivare al mondo un’immagine corretta, il turismo stava lentamente ripartendo ma, e lo ha evidenziato il Carnevale, non era ancora tornato ai livelli a cui eravamo abituati. Dobbiamo uscire presto da questa emergenza e poi lavorare tutti insieme per evitare che abbia effetti a lungo termine. Su questo – conclude – chiederemo la collaborazione delle istituzioni e in particolare del Ministero”.