Coronavirus: nella clorochina una speranza di cura

I primi risultati della sperimentazione clinica con clorochina, avviata nelle scorse settimane dal Chinese Clinical Trial Registry, sembrano incoraggianti

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Combattere il coronavirus con la clorochina. La clorochina è un antimalarico dimostratosi efficace in vitro e su modelli animali contro numerosi virus tra cui il Coronavirus della SARS.

Il Chinese Clinical Trial Registry – si legge – ha annunciato nelle scorse settimane l’avvio di una sperimentazione clinica con clorochina, un antimalarico dimostratosi efficace in vitro e su modelli animali contro numerosi virus tra cui il Coronavirus della SARS, e del lopinavir/r, una combinazione di due farmaci precedentemente usata con successo contro un altro tipo di virus (HIV) ed utilizzata precedentemente durante l’epidemia di SARS che colpì la Cina nel 2003, e i primi risultati per quanto riguarda il primo farmaco sembrano incoraggianti, tanto che secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa cinese Xinhua gli esperti cinesi lo inseriranno nelle prossime linee guida per il trattamento del virus.

L’idea di usare la clorochina contro il Coronavirus della SARS fu lanciata da Andrea Savarino, ora ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2003 attraverso la rivista scientifica Lancet Infectious Diseases.

L’ipotesi si basava su un’analisi della letteratura da cui si evinceva un effetto antivirale ad ampio spettro della clorochina. Inoltre quest’ipotesi teneva conto delle proprietà immunomodulanti del farmaco, usato talvolta con successo nel trattamento dell’artrite reumatoide. L’anno successivo, dopo che l’epidemia di SARS si fu esaurita, il gruppo di Marc Van Ranst della Katholieke Universiteit Leuven (Belgio) dimostrò gli effetti inibitori della clorochina in vitro sul Coronavirus della SARS. L’effetto fu poi confermato indipendentemente da altri gruppi di ricerca.