Coronavirus: la mail partita da Wuhan che vietava di divulgare la notizia del virus

Quando Wuhan iniziò a sospettare del coronavirus, fu chiesto il divieto di divulgazione da parte della comunità scientifica: ecco la mail inviata

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Quando Wuhan iniziò a sospettare del coronavirus, fu chiesto il divieto di divulgazione da parte della comunità scientifica. Come spiega il quotidiano La Stampa, la mail partì il 2 Gennaio dall’Istituto di Virologia di Wuhan: la comunità scientifica cinese veniva avvisata del nuovo pericolo, ma si esplicitava sopratutto una clausola importante: non divulgare le informazioni. 

 «Il comitato sanitario nazionale richiede esplicitamente che tutti i dati sperimentali dei test, i risultati e le conclusioni relative a questo virus non siano pubblicati su mezzi di comunicazione autonomi», si legge nella lettera. E ancora, «non devono essere divulgati ai media, compresi quelli ufficiali e le organizzazioni con cui collaborano». Si chiede di «rispettare rigorosamente quanto richiesto». La direttrice dell’Istituto, Wang Yan Yi, la manda ai vari dipartimenti di virologia e ricerca dopo gli ordini di Pechino.

Il resto è storia: il virus si è diffuso in tutto il mondo e al momento non si conosce una cura. Di certo si sa che la mortalità è del 2.8%: si contano 2129 morti a fronte di 75.272 malati. Ma cresce anche il numero di pazienti guariti, che ieri ha per la prima volta superato quello dei morti mentre crolla il numero di nuovi casi. 

Intanto proseguono le terapie per i pazienti contagiati e le ricerche in laboratorio, in una lotta globale che adesso tutto il mondo sta combattendo insieme alla Cina, affinché tutti capiscano, dopo questa epidemia, che certe battaglie si combattono solo con la collaborazione.