Coronavirus, Conte: “Scuole chiuse anche dopo il 3 aprile, spero presto in un ritorno alla normalità”

"Possiamo già dire che, come anticipato dal ministro Azzolina, la sospensione delle attività scolastiche proseguirà anche dopo il 3 aprile"

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“Possiamo già dire che, come anticipato dal ministro Azzolina, la sospensione delle attività scolastiche per l’emergenza coronavirus proseguirà anche dopo il 3 aprile. Queste settimane di emergenza ci hanno mostrato quanto sia irrinunciabile l’impulso alla trasformazione digitale del paese. Con il decreto Cura Italia abbiamo stanziato 85 milioni per potenziare la didattica a distanza, soprattutto a beneficio degli studenti meno abbienti. Inoltre, abbiamo appena sbloccato 200 milioni di finanziamenti da parte del comitato per la diffusione della Banda ultra-larga“. Lo afferma il premier Giuseppe Conte in un’intervista a Il Sole 24 Ore. “Al momento è prematuro fare previsioni. Ma ci auguriamo di poter tornare quanto prima alla normalità: ridurremo le restrizioni fino alla loro completa eliminazione ma lo faremo gradualmente per evitare che gli sforzi fin qui compiuti siano vani”. 

bandiera italiaIl giorno dopo la battaglia al Consiglio europeo e il “confronto duro e franco” con Angela Merkel, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in una intervista al Sole 24 Ore, esorta l’Europa tutta a “non compiere errori tragici” e avverte che “l’intero edificio europeo rischia di perdere la sua ragion d’essere“. L’Italia andrebbe avanti lo stesso. Viceversa “l’inerzia – dice il premier – consegnerebbe ai nostri figli il costo immenso di un’economia devastata”.Non stiamo proponendo forme di mutualizzazione del debito – chiarisce quindi Conte -. Il nostro sforzo di bilancio arriverà a 50 miliardi“.

“Nel decreto di aprile potenzieremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per proteggere gli asset strategici del paese, alla luce di un’ampia serie di rischi epidemiologici, ambientali, sismici, informatici e geopolitici. Tutelare le nostre aziende strategiche è una priorità per il governo e siamo disponibili a introdurre anche nuovi e più sofisticati strumenti”

italiaConte illustra la proposta italiana all’Europa: un piano straordinario di ricostruzione che sia all’altezza almeno di quello di americani e cinesi, e uno European Recovery Bond, vale a dire uno strumento di debito comune europeo che ci permetta di ricostruire il tessuto economico-sociale del Vecchio continente. Esprime invece la netta opposizione a quei colleghi europei che hanno riproposto il Mes. Conte conferma anche che con il decreto legge di aprile “il nostro sforzo complessivo di bilancio arriverà a una soglia ben superiore ai 50 miliardi” (comprendendo i 25 gia’ varati). “Metteremo in campo – fa sapere – un sostegno senza precedenti ai finanziamenti per la nostra economia, pari a quello offerto dai pacchetti di politiche più ambiziosi approvati in questi giorni in Europa”. “Più che un litigio – spiega a proposito del confronto con Merkel – è stato un confronto duro e franco, perché stiamo vivendo un’emergenza che sta mietendo un alto numero di vittime tra i nostri cittadini e sta producendo una severa recessione economica. Io rappresento una comunita’ nazionale fortemente sofferente e non posso permettere tergiversazioni. In Italia, ma anche negli altri Stati membri, siamo costretti a operare scelte tragiche. Dobbiamo evitare di compiere in Europa errori tragici. Se l’Europa non dovesse dimostrarsi all’altezza di questa sfida epocale, l’intero edificio europeo rischia di perdere, agli occhi dei nostri stessi cittadini, la sua ragion d’essere”.

“Ai colleghi che ragionavano di Mes – continua -, ho replicato che non v’è ragione di affannarsi, perche’ non e’ di questo che adesso abbiamo bisogno. Il Mes è uno strumento costruito per prestare soccorso a singoli Stati membri che attraversano tensioni finanziarie ricollegate a shock asimmetrici. Il coronavirus sta invece causando uno shock simmetrico, con l’effetto di deprimere, in modo sincrono e completamente inatteso, i nostri sistemi economici e sociali”.