Coronavirus, Ecdc: “Non ci sono prove che passi col caldo, Europa al centro della pandemia”

"Finora non ci sono prove" che il Covid-19 "mostrerà una marcata stagionalità invernale". Lo ribadisce il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc)

MeteoWeb

“Finora non ci sono prove” che il Covid-19 mostrerà una marcata stagionalità invernale. Lo ribadisce il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) nell’ultimo parere sul rischio da nuovo coronavirus. Mentre “i quattro coronavirus endemici nelle popolazioni umane mostrano una marcata stagionalità invernale nei climi temperati – si legge – ma difficilmente vengono rilevati nei mesi estivi“, sulla base di analisi preliminari dell’epidemia di Covid-19 in Cina e altri paesi “finora non ci sono prove” che lo stesso possa accadere con il nuovo coronavirus.

“Negli ultimi dieci giorni il numero di casi e decessi da Covid-19 riportati nell’Unione Europea è aumentato di dieci volte, con il centro della pandemia globale ora focalizzato sull’Europa”. A sottolinearlo è Andrea Ammon, direttore dell’Ecdc (Centro europeo per il controllo delle malattie), che ha rivisto il livello di rischio legato alla pandemia.

“Il numero di casi di Covid-19 segnalati è in rapido aumento in tutti i paesi dell’Unione europea e nel Regno Unito, e il tasso di notifica sta aumentando lungo una traiettoria simile a quella osservata nella provincia di Hubei all’inizio di febbraio e in Italia all’inizio di marzo. Riteniamo che sia elevato il rischio che i sistemi sanitari non reggano in Ue e nel Regno Unito nelle prossime settimane“, afferma. Tutti i paesi dell’Unionedovrebbero ormai aver avviato misure di risposta adeguate, proporzionali e basate sull’evidenza, volte a mantenere o aumentare la capacità delle loro terapie intensive nazionali e dei loro sistemi sanitari. Dobbiamo tutti attenerci rigorosamente alle misure di sanità pubblica che le autorità nazionali stanno attuando. Deve essere fatto ogni sforzo – ammonisce Ammon – per proteggere i soggetti più vulnerabili”. 

Il rischio di sviluppare una grave malattia associata a Covid-19 nell’Unione europea e nel Regno Unito è attualmente considerato “moderato per la popolazione generale e molto alto per gli anziani e le persone con condizioni croniche sottostanti”. Lo afferma l’Ecdc (Centro europeo per il controllo delle malattie), che ha rivisto il livello di rischio legato alla pandemia. Più in dettaglio, “il rischio di insorgenza di una diffusa trasmissione a livello nazionale di Covid-19 nell’Ue e nel Regno Unito nelle prossime settimane è moderato se sono in atto efficaci misure di mitigazione, ma molto elevato se non sono in atto misure di mitigazione insufficienti”. Mentre il pericolo che l’impatto di Covid-19 superi la capacità dei sistemi sanitari nelle prossime settimane è considerato “elevato”.