Coronavirus, emergenza negli Usa: superati i 40mila casi, 100 milioni di persone a casa

Il numero dei contagi da coronavirus negli Stati Uniti ha superato i 40.000 casi. Almeno 472 le vittime. E' quanto emerge dagli ultimissimi dati delle autorità sanitarie federali e locali

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Il numero dei contagi da coronavirus negli Stati Uniti ha superato i 40.000 casi. Almeno 472 le vittime. E’ quanto emerge dagli ultimissimi dati delle autorità sanitarie federali e locali.

Mentre al Senato il super piano da quasi 2 mila miliardi è stato nuovamente bloccato dai democratici, gli Stati Uniti sono entrati nella fase più critica dell’emergenza. Il numero dei contagiati ha superato i 42 mila casi in 50 stati, oltre Portorico, le Isole Vergini e la capitale Washington. I morti sono almeno 513.

La città di New York ha registrato il 99esimo decesso mentre il governatore dello stato, Andrew Cuomo, ha ordinato agli ospedali di aumentare del 50 per cento la disponibilità dei posti letto. Il sindaco, Bill de Blasio, ha detto che le forniture per gli ospedali stanno per esaurirsi. Intanto con lo “stay at home” emesso poche ore fa dalla West Virginia sono saliti a undici gli stati che hanno ordinato ai cittadini di restare a casa.

l provvedimento straordinario coinvolge circa cento milioni di americani, uno ogni tre, e riguardano, tra gli altri, New York, California, Ohio, Illinois, Michigan e lo stato del New Jersey, dove in un giorno si sono registrati mille nuovi casi e il governatore ha ordinato la scarcerazione di centinaia di detenuti per evitare che l’affollamento dei penitenziari favorisca il contagio. Ma oltre allo “stay-at-home”, ogni stato affronta emergenze diverse e lo fa a modo suo. A Chicago cinque hotel si sono trasformati in residenze per accogliere circa duemila persone infettate, la Virginia ha gia’ dichiarato chiuso l’anno scolastico. L’Oklahoma ha lanciato l’allarme, spiegando che il personale medico ha equipaggiamento per meno di dieci giorni e aspetta aiuti, mentre a Seattle, nello stato di Washington, senza piu’ posti letto disponibili si monitorano trecento pazienti a distanza, utilizzando il computer. Ogni governatore ha una richiesta, ma le possibilita’ che vengano accolte non sono alte. Il segretario alla Difesa, Mark Esper, ha ammesso che “non potranno essere soddisfatti i bisogni di tutti”.

Il capo operativo della sanità americana, Jerome Adams, non ha nascosto la realtà agli americani: “Voglio che il Paese capisca, questa settimana la situazione peggiorerà. Per questo invito tutti a restare a casa per contenere il contagio”.

Inoltre arriva il test rapido per la diagnosi del Covid-19, appena approvato dalla Food and drug administration (Fda), che potrà essere usato negli Usa solo in alcuni ospedali, Pronto Soccorso, e uffici medici. La risposta sullo stato del contagio a tempo di record, ossia in soli 45 minuti – ha dichiarato il direttore della accademia dei medici di emergenza, William Jaquis – sarà “un aiuto enorme”.

In particolare per le decisioni che i medici si trovano a dover prendere dopo aver esaminato i pazienti senza ancora essere certi se sono infetti o meno. Il test della azienda Cepheid ‘Xpert Xpress SARS-CoV-2’, è una analisi diagnostica molecolare. A differenze degli altri test in circolazione che richiedono l’inserimento di un tampone nella parti molto alte delle vie respiratorie nasali, questo utilizza spruzzi di acqua salina nelle cavità nasali.

L’acqua e il muco che fuoriescono sono sufficienti a condurre il test. Ma per poterlo fare sono necessi macchinari particolari distribuiti in queste ore in vari centri sanitari Usa. Si tratta degli strumenti della Cephid ‘GeneXpert Systems’ che possono attuare le procedure con i reagenti per ottenere i risultati dei tamponi.