Coronavirus, adesso anche la Francia inizia a tremare: situazione critica in Corsica, “ci sarà un prima e un dopo a quest’epidemia”

Coronavirus, la Francia inizia a fare sul serio per contrastare l'epidemia. Situazione critica in Corsica

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In Francia il Coronavirus miete altre tre vittime e il il governo impone nuove restrizioni, oltre a misure di sostegno all’economia. Dall’estero, intanto, giungono limitazioni ai viaggiatori provenienti dalla Francia, secondo Paese europeo maggiormente colpito dopo l’Italia. Gli ultimi tre morti sono un 89enne deceduto la scorsa notte all’ospedale di Ajaccio, un 81enne in Savoia e una 76enne vicino a Lione. Critica la situazione in Corsica con 28 casi in pochi giorni, di cui 23 ad Ajaccio, dove tre pazienti locali sono ricoverati in rianimazione. Ajaccio e’ considerata un “cluster” o focolaio di contagio e il prefetto ha deciso di chiudere tutte le scuole per 14 giorni, con 10.000 bambini a casa. Vietate anche le manifestazioni con piu’ di 50 persone, chiusi cinema, teatri, palestre, impianti sportivi, luoghi di culto e discoteche. Da Parigi e’ giunta la notizia di una prima alunna di elementare risultata “leggermente positiva” e il sindaco della XV circoscrizione ha chiuso fino al 16 marzo la scuola primaria Blomet, come riferito dal sindaco Philippe Goujon. Finora, pero’, i compagni di classe dell’alunna in terza non sono stati mesi in quarantena. In tutto l’Hexagone almeno 300.000 bambini sono a casa dopo la chiusura dei loro istituti scolastici nell’Oise, Alto Reno e Corsica.

Inoltre sono risultati positivi finora 5 deputati dell’Assemblea nazionale, il Ceo del gruppo Asp che gestisce gli aeroporti di Parigi, Augustin de Romanet. In base all’ultimo bilancio diffuso da Sante’ publique, in Francia in contagi sono 1.126, i decessi 21. “Ci sara’ un primo e un dopo a questa epidemia di coronavirus“, ha avvertito il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, sottolineando che la situazione “rende necessaria una riflessione sulla mondializzazione, sulla riorganizzazione e il ricollocamento delle attivita’ strategiche“. In conferenza stampa con la sua vice Agne’s Pannier-Runacher e il ministro del lavoro, Muriel Pe’nicaud, Le Maire ha ufficialmente presentato una serie di misure governative a sostegno delle imprese. Il ministro prevede “un impatto severo” sull’economia francese, con alcuni settori che saranno piu’ pesantemente colpiti, con cali del fatturato tra il 25 e il 60% per alberghi, ristoranti, organizzatori di eventi, ma anche la moda e il lusso, oltre a quelli dei trasporti “strutturalmente colpiti“.

Tra i provvedimenti, la possibilita’ di chiedere entro il 15 marzo un rinvio delle spese sociali da versare con una semplice mail, sgravi fiscali per quelle aziende che rischiano di naufragare, rafforzamento delle capacita’ della Banca pubblica di investimento (Bpi) per sostenere le finanze di piccole e medie imprese, con garanzie di prestito dal 40 al 70%. Nell’invitare le grandi aziende a dare prova di “solidarieta’ nazionale verso quelle piu’ piccole“, Le Maire ha anche dato il via libera alla disoccupazione parziale per i lavoratori di aziende in crisi, con procedure semplificate. Finora 900 societa’ hanno gia’ fatto richiesta per 15.000 dipendenti. Sul versante dell’Unione europea, il ministro francese ha auspicato una “riposta forte” e un “piano di rilancio coordinato” da stilare alla prossima riunione dei ministri europei delle finanze. Al momento, un’altra preoccupazione del governo francese riguarda l’imminente appuntamento con le urne.

Il primo ministro, Edouard Philippe, ha ribadito che “in alcun caso le elezioni municipali saranno rinviate“. In una lettera inviata a tutti i sindaci, a pochi giorni dal primo turno del 15 marzo, il capo del governo propone una serie di misure anti-astensionismo, mentre un sondaggio Ifop rivela che il 28% dei francesi non intende andare alle urne a causa dell’epidemia. Philippe, che e’ anche candidato nella citta’ di Le Havre, presenta il voto come un “momento di respiro democratico essenziale” e garantisce che il governo vuole “assicurare la continuita’ della vita economica e sociale e favorire la resilienza della comunita‘”.

Foto di Sylvain Lefevre / Getty Images

Tra le proposte, un’incentivazione al voto con delega per i soggetti piu’ anziani e a rischio, una nuova organizzazione in ogni seggio per spalmare le votazioni nell’arco della giornata e la possibilita’ di indossare maschere di protezione per chi ne ha l’esigenza. Restrizioni anche nel mondo del calcio e dello sport in generale, dopo la partita a porte chiuse tra Psg e Dortmund. Il ministro dello Sport Roxana Maracineanu ha chiesto ai dirigenti di societa’ di calcio e sportive di rispettare le nuove limitazioni a 1.000 partecipanti o meglio a preferire le porte chiuse quando e’ possibile, per il momento fino al 15 aprile. La corsa ciclistica Parigi-Nizza si svolgera’ con aree chiuse organizzate tappa dopo tappa nelle zone di partenza e di arrivo. Intanto e’ boom di acquisti di cibo e altri prodotti di prima necessita’: scaffali svuotati in molti supermercati, soprattutto a Parigi e dintorni. “Acquisti del panico”, li definisce Le Figaro, fatturati record il 1 marzo, in aumento del 21% a Parigi rispetto alla stessa data del 2019, mentre nell’hinterland le vendite sono cresciute del 15% tra il 24 febbraio e il 3 marzo. Stesso andamento positivo per l’e-commerce, che sia con modalita’ drive o consegna a domicilio (+74%).

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