Per ogni grado centigrado di aumento della temperatura i contagi del Covid-19 si riducono del 3,8%: è quanto risulta da uno studio cinese che ha analizzato il rapporto fra le condizioni meteorologiche e la trasmissione del virus in cento diverse località con almeno 40 casi di contagio accertati. Come riporta il quotidiano spagnolo La Vanguardia, i contagi si riducono del 2,2% per ogni grado in più di umidità: questo spiegherebbe perché durante il mese di febbraio il Covid-19 si sia diffuso in maniera minore in zone calde e umide come Thailandia, Malaysia e Singapore rispetto ad aree più fresche e secche come Corea del Sud, Iran e Giappone.

I ricercatori avvertono tuttavia che al momento lo studio – che si torva nella fase preliminare di valutazione – conferma solo una correlazione fra la virulenza e le condizioni meteorologiche: se, come pensano, esiste effettivamente un meccanismo di rapporto causale, allora con l’arrivo della primavera nelle zone temperate europee i contagi dovrebbero ridursi un 11% (grazie ad un aumento medio di tre gradi fra marzo e aprile) e del 37% in estate. Al contrario, i contagi dovrebbero invece aumentare in zone come l’Australia e l’Africa del Sud con l’arrivo dell’inverno nell’emisfero meridionale. Ad ogni modo, lo studio – se i risultati preliminari venissero confermati – certifica che l’aumento della temperatura frena la diffusione del virus, ma non la blocca.
In meno di due mesi dalla scoperta del primo malato di coronavirus, il numero dei casi confermati ha superato abbondantemente quello raggiunto dalla Sars in più mesi. In tre mesi, il Covid-19 ha ucciso cinque volte più persone della Sars. Sono alcuni dei dati che emergono dai 5 grafici pubblicati sul sito della rivista Nature, che fanno il punto su quanto si e’ appreso in queste settimane sul virus Sars-Cov-2.
Le attuali stime sul suo tasso di letalità indicano che il nuovo coronavirus è meno letale di Sars, Mers ed Ebola, ma si diffonde molto più velocemente, anche dell’influenza: ogni contagiato infetta a sua volta 2-2.5 persone. Con più casi in minor tempo, e’ per questo che si hanno piu’ vittime. Rispetto alla Sars, pur essendoci degli elementi in comune, sono emerse diverse differenze. L’epidemia di Sars è andata avanti per tre mesi prima di essere individuata come malattia, ma la sua identificazione e il sequenziamento del virus sono avvenuti fuori dalla Cina.
Per il Covid-19 invece sono passate tre settimane dal primo caso conosciuto della malattia perche’ la Cina segnalasse all’Oms l’aumento di casi simili alla polmonite. Due settimane dopo il coronavirus e’ stato isolato e sequenziato geneticamente, e sviluppato un test diagnostico che ha permesso alla Cina di lanciare uno dei piu’ vasti sforzi di contenimento dell’infezione mai visti prima al mondo.

Nature ha rilevato altri due effetti provocati dal virus: l’esplosione di studi scientifici e il calo dell’inquinamento in alcuni paesi. Al 12 marzo sono state contate 900 pubblicazioni o rapporti preliminari sul coronavirus solo in lingua inglese. Sono stati inoltre condivisi i dati genetici del virus su piattaforme online, come GISAID e GenBank, e sono in corso sperimentazioni per trovare vaccini e terapie.
L’altro effetto riguarda l’inquinamento, calato drasticamente. In Cina, subito dopo il capodanno lunare, i livelli di smog erano scesi del 10-30 per cento, come hanno rilevato le immagini dei satelliti. Un calo significativo dello smog e’ stato osservato anche sopra il nord Italia. Gli sforzi per contenere il coronavirus hanno portato in Cina ad una riduzione del 15-40 per cento dell’ attivita’ industriale, la raffinazione del petrolio e’ calata di un terzo.


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