Coronavirus: il Nord Italia si risveglia in una gigantesca zona rossa, il Centro/Sud corre ai ripari per affrontare l’esodo

Coronavirus: in queste ore, soprattutto sui social, è molto dibattuto l'esodo verso Sud, per il timore di restare bloccati a Milano e in Lombardia

Milano si è risvegliata questa mattina all’interno di una gigantesca zona rossa, con divieti di movimento, nessun evento, musei chiusi. Nella serata di ieri centinaia di persone si sono affollate nelle stazioni di Milano Centrale e Porta Garibaldi per cercare di salire sui treni diretti al sud, per tornare a casa prima del blocco. Molti sono riusciti a partire, ma le immagini della calca rappresentano probabilmente il primo momento di anomalie della nuova situazione, destinata a durare fino al 3 aprile.
A Milano oggi le strade sono quasi deserte, e domina la perplessità, soprattutto perché mancano informazioni pratiche, su cosa comporteranno le nuove misure sulla vita pratica e quotidiana delle persone.
La protezione civile, ieri, indicava in un “cambio di stili di vita” l’unico modo per “vincere” la battaglia contro il Coronavirus.

Per le strade di Milano, e nelle stazioni e negli aeroporti, al momento non ci sono controlli specifici su chi viaggia, né in città né in provincia: questo il quadro che emerge dalle forze dell’ordine, che attendono le prossime riunioni dei vertici, in prefettura. I sindacati di polizia fanno notare che qualunque disposizione potrà divenire operativa solo dopo la pubblicazione in gazzetta ufficiale del decreto firmato ieri notte.

Coronavirus: in fuga verso il Sud, allarme per treno da Milano

In queste ore il tema più discusso soprattutto sui social, è l’esodo verso Sud, per il timore di restare bloccati a Milano e in Lombardia. Il decreto firmato la notte scorsa dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che, rimodulando la ‘zona rossa’, ha ridotto fortemente la mobilità in Lombardia e in altre 14 province, ha messo in moto tante persone che hanno affollato le stazioni ferroviarie milanesi per salire sui treni e raggiungere le città del Centro/Sud.
A Napoli e a Salerno, ad esempio, è in arrivo il treno Intercity 797 con a bordo centinaia di passeggeri: alla stazione e in piazza della Concordia a Salerno, sarebbero in corso di allestimento due presidi della Polizia e del personale sanitario che sottoporranno tutti i passeggeri ad un questionario per comprendere da dove arrivano e se presentano eventuali sintomi. Diversi sindaci del Salernitano nel frattempo corrono ai ripari: “Dalle zone rosse del Nord sono tantissimi i cittadini che in queste ore stanno raggiungendo il Sud Italia. Prego tutti quelli che gia’ sono giunti sul territorio comunale di Camerota, insieme a quelli che lo faranno nel breve periodo, di restare in casa optando per un’auto quarantena preventiva. E’ in pericolo la salute di tutti“, scrive su Facebook il sindaco di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta, precisando che “in questo momento vi e’ la necessita’ che ogni cittadino che lascia il Nord Italia, adotti stili di vita consapevoli. Ripeto: c’e’ bisogno che restiate a casa. Chiunque puo’ essere portatore del virus. Non sottovalutiamo nulla, si commetterebbe un grave errore“.
Il primo cittadino di Sapri, Antonio Gentile, sottolinea: “E’ assolutamente indispensabile rispettare le nuove disposizioni” e, percio’, “chiunque provenga dalle aree identificate come zone rosse e dovesse accedere al territorio comunale di Sapri e’ obbligato a notificare i propri spostamenti“. Da qui, l’invito alle persone che rientrano “dalla zone rosse (o rientrate negli ultimi 14 giorni), anche se asintomatiche, a non uscire dalle proprie residenze se non per casi di stretta necessita’ e urgenza e di non incontrare familiari anziani e/o affette da patologie croniche ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita. E’ un obbligo morale e civile“. Sulla pagina social del Comune di Praiano si legge “tutti coloro che stanno rientrando a Praiano dalle zone critiche per l’emergenza coronavirus sono tenuti ad avvisare gli uffici Asl competenti ed il Comune per attivare, se necessario, i dovuti protocolli sanitari atti a limitare il rischio di contagio. Seguire le norme prescritte dal Governo e dalla Regione e’ un atto di responsabilita’ nell’interesse di tutti i cittadini“.

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