Coronavirus, parla un abitante della zona rossa: “Basta tenerci bloccati”

"I dati dei contagi, ormai estesi a tutto il nord, rendono davvero inutile e crudele, continuare a tenerci bloccati e indicati come gli unici che possono diffondere il virus"

“I dati dei contagi, ormai estesi a tutto il nord, rendono davvero inutile e crudele, continuare a tenerci bloccati e indicati come gli unici che possono diffondere il virus”. E’ lo sfogo su Facebook di Alessandra, di Codogno, cittadina del Basso Lodigiano al centro della zona rossa.

Contagiati a Codogno 35, ma davvero credete che dipenda tutto da noi? Davvero pensate che un unico paziente 1 abbia scatenato questa epidemia nel giro di una settimana a tutta Italia, Europa, Iran, Giappone e ora Stati Uniti? Questa è follia – scrive sui social -. E c’è il rischio che venga prolungata oltre l’8 marzo a sentire alcune interviste degli addetti ai lavori”.

“Per favore… non diteci più ‘Vi siamo vicini, tenete duro ce la farete!’… non fatelo più… – dice ancora la donna – Qui nella zona rossa non ci sono solo le persone forti, quelli che si sentono eroi, che lo fanno per l’Italia e ‘cosa vuoi che sia starsene per un po’ di giorni a casa, in fondo non ci manca niente'”, aggiunge riferendosi ai cittadini “fragili” della zona rossa, come “genitori con figli disabili e figli con genitori anziani con l’alzheimer che non hanno piu’ il supporto dell’infermiera o delle badanti”, nonché “persone con problemi di salute che esulano dal virus. Ecco – conclude –, volevate sapere come si sta nella zona rossa, forse questo vi da un’idea piu’ approfondita”

“Ora libertà al più presto”.   “La speranza da parte di tutti gli abitanti della zona rossa è riavere la libertà al più presto”. A una settimana dal divieto di uscire e di entrare dall’area dei 10 comuni del lodigiano, attorno ai quali è stata allestita una sorta di cintura di sicurezza presidiata dalle forze dell’ordine, il sindaco di Casalpusterlengo, Elia Delmiglio, raggiunto al telefono dall’ANSA, racconta che “tra la gente è molto diffusa la preoccupazione che la quarantena si possa protrarre”. Il primo cittadino ha raccontato che già da oggi qualche imprenditore ha riaperto la propria azienda, sebbene in maniera limitata e con le dovute precauzioni come richiesto anche a livello governativo.

Inoltre hanno riaperto i battenti anche gli uffici postali dello stesso Casalpusterlengo, di Codogno, di Castiglione D’Adda e di San Fiorano e da ieri i parroci si sono attrezzati per celebrare la messa domenicale in streaming. Delmiglio ha anche aggiunto che i “commercianti ci chiedono di riaprire al piu’ presto, adottando le misure necessarie” per evitare il contagio, come facendo entrare le persone 1 o 2 per volta.

“Noi pensiamo che evitando gli assembramenti – ha aggiunto – è possibile fare riaprire le attività medio e piccole e far ripartire la produttività. Prima degli aiuti o sostegni economici e fiscali, che comunque sono accetti, si chiede di lavorare“.

“Desideriamo passare questi 14 giorni senza ammalarci”.    “Siamo stanchi e basta. Quello che desideriamo tutti è passare questi 14 giorni senza ammalarci”. Lo afferma un medico di Codogno, cittadina del Basso Lodigiano all’interno della zona rossa per l’emergenza coronavirus. “C’è paura che questa storia della zona rossa non finisca più – aggiunge interpellato dall’ANSA – e quindi sono cambiati i rapporti umani”. “Non si va più in strada e, quelle poche volte che ci si incrocia, si mantengono le distanze per paura di contagiarsi”, sostiene ancora il medico, che chiede di restare anonimo. “Stiamo attentissimi a rispettare tutte le indicazioni del governo – conclude – ma la gente del posto inizia ad essere diffidente”.