Coronavirus: la polizia Wuhan si scusa per il bavaglio al medico eroe

La polizia di Wuhan si è scusata con la famiglia del medico eroe di Wuhan, Li Wenliang, censurato per avere lanciato per primo l'allarme sulla presenza di un nuovo coronavirus

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La polizia di Wuhan si è scusata con la famiglia del medico eroe di Wuhan, Li Wenliang, censurato per avere lanciato per primo l’allarme sulla presenza di un nuovo coronavirus simile a quello della Sars, e ha deciso di ritirare la lettera di rimprovero formale ai danni del medico.

Le scuse arrivano al termine delle indagini condotte da una squadra di investigatori inviata dalla Commissione Nazionale per la Supervisione, l’organo che indaga su tutti i funzionari pubblici in Cina, che ha giudicato inappropriato l’operato della polizia di Wuhan e non in linea con gli standard, e che ha chiesto una rettifica ai funzionari responsabili delle misure prese nei confronti dell’oftalmologo accusato di aver diffuso voci non verificate e poi deceduto proprio a causa del nuovo virus.

“L’Ufficio della Pubblica Sicurezza di Wuhan ha deciso di ritirare le disposizioni e si è scusato con i familiari della parte in causa per l’errore”, si legge in una nota emessa dalla polizia di Wuhan. “Impareremo la lezione, miglioreremo il nostro lavoro e ci adopereremo per un’applicazione della legge equa e civile“, sono state le scuse della polizia della citta’ da cui si e’ diffusa l’epidemia di coronavirus. Il caso di Li Wenliang aveva generato forte rabbia a livello popolare in Cina, soprattutto dopo la morte per coronavirus dell’oftalmologo, avvenuta il 7 febbraio scorso, nel pieno della crisi innescata dall’epidemia in Cina.