Coronavirus, il Primario del Sacco: “I sanitari morti sono eroi, va detto ai loro figli”

"Purtroppo il tributo che si sta pagando" alla pandemia di Covid-19 "in termini di vite umane anche del personale medico e infermieristico è molto elevato"

“Purtroppo il tributo che si sta pagando” alla pandemia di Covid-19 “in termini di vite umane anche del personale medico e infermieristico è molto elevato. Questi medici si possono senza enfasi definire eroi perché consapevoli del rischio che corrono e bisogna dire ai figli di questi colleghi che i loro papà e le loro mamme hanno speso la loro vita per la vita delle altre persone”. E’ il pensiero che Emanuele Catena, primario di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Sacco di Milano, ha voluto dedicare in un’intervista a ‘Sky Tg24’ agli operatori sanitari vittime del nuovo coronavirus.

Non bisogna fare l’errore di pensare che utilizzare dei sistemi di protezione individuale, intendo le tute più raffinate, basti a proteggere, perché poi bisogna saperle utilizzare. Bisogna saper adeguatamente svestirsi senza contagiarsi dalle tute protettive”.

“In Terapia intensiva non si è mai soli. E’ giusto reclutare personale medico e infermieristico. Il personale meno esperto viene infatti affiancato da senior con grande esperienza e questo è rassicurante e protettivo. Ma bisogna insegnare a questi professionisti anche la protezione individuale. Perché non bisogna pensare che usare le tute più raffinate basti a proteggere. I sistemi di protezione bisogna saperli usare”. Quanto alla disponibilità di protezioni, “la Regione Lombardia sta facendo uno sforzo enorme, e pure il governo. Sicuro non è facile l’approvvigionamento. Ma le forniture sono ancora lente, e questo è un punto su cui lavorare“, conclude lo specialista in prima linea.