Coronavirus, inchiesta shock sul numero di morti in Cina: potrebbero essere 42.000 solo a Wuhan

Dai dati diffusi dalla Cina l'epidemia di nuovo coronavirus ha causato a Wuhan, 2535 vittime ma un'inchiesta stima qualcosa come 42.000 morti

Dai dati diffusi dalla Cina l’epidemia di nuovo coronavirus ha causato a Wuhan, epicentro del focolaio, 2535 vittime e 50.000 casi. Ma ora un’inchiesta diffusa dal quotidiano cinese Caixin e ripreso dall’inglese Shanghaiist mostra delle ombre inaspettate: la stima dei morti si aggira intorno a 42.000. 

L’ipotesi viene documentata da numerose foto nelle quali si mostra l’enorme quantità di urne arrivate nelle onoranze funebri e della lunghe file dei parenti che si sono formate da questa settimana per ritirare i resti dei loro cari. Ci sono testimonianze che parlano di cinque ore di attesa.  Non solo: un camionista ha testimoniato di aver portato alla pompa funebre di Hankou un carico di 2500 urne per due giorni consecutivi, quindi 5mila in 48 ore.

Dalle altre immagini si evidenziano pile di urne all’interno della funeral home in blocchi da 500, per un totale di 3.500 pezzi. Sono 8 le onoranze funebri della città e in ognuna di esse vengono distribuite fino a 500 urne al giorno fino al 4 aprile e Caixin scrive che se quello che accade ad Hankou stesse accadendo anche nelle altre sette funeral home, allora si arriverebbe a oltre 40mila urne distribuite in città nei prossimi 10 giorni.

Radio Free Asia precisa: sarebbero circa 42.000. Spiega infatti che dal 23 marzo hanno iniziato a consegnare 3.500 urne al giorno, per terminare il 3 aprile, in modo da consentire le celebrazioni del giorno dei morti (Qingming) il 4 aprile. Il calcolo è semplice: 3.500 per 12 ( i giorni) fa 42.000.

In seguito alla divulgazione dei dati i giornalisti del Time hanno cercato riscontri chiamando le onoranze funebri della città. Tentativo vano. Hanno infatti comunicato che o non erano a conoscenza dei dati delle vittime oppure non erano autorizzate a divulgarli.

coronavirus
Credit: Johns Hopkins University’s Centre for Systems Science and Engineering

Non solo, secondo Caixin alla maggioranza delle persone che sono morte con i sintomi del coronavirus non è stato fatto il tampone e sono state così escluse dal conteggio delle vittime. E ci sono stati anche casi di pazienti deceduti a causa di patologie pregresse per la mancanza di cure visto che gli ospedali erano travolti dall’emergenza.

Negli ultimi 4 mesi del 2019, secondo dati ufficiali, a Wuhan ci sono state 56,007 cremazioni, 1,583 in più dello stesso trimestre del 2018 e 2,231 in più rispetto allo stesso periodo del 2017. Secondo quanto scrive il Time, sui social cinesi diverse testimonianze di persone che avevano perso i propri cari riferiscono di essere state accompagnate a ritirare le urne da funzionari di quartiere o di essere state “rimproverate” per avere manifestato il proprio dolore via social. Fino al 30 aprile a Wuhan sono vietate le cerimonie funebri.