Il virologo Burioni ribadisce: “Di Coronavirus si muore e si finisce in rianimazione. Le prossime due settimane saranno decisive”

Burioni: "Non è vero che non si muore di coronavirus: si muore di coronavirus e soprattutto oltre che morire si finisce in rianimazione"

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Faccio a Zingaretti cari auguri di guarire presto e bene. Il suo contagio ci mostra quanto sia difficile da contenere questa infezione, quanto ognuno di noi debba fare la sua parte e anche quanto il nuovo coronavirus sia democratico, perché colpisce tutti: gente comune, medici, politici, giornalisti“: lo ha dichiarato all’Adnkronos Salute il virologo Roberto Burioni, riferendosi alla positività al coronavirus di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio. “La malattia di una persona conosciuta ci ricorda che ognuno di noi deve fare di tutto per ostacolare l’epidemia: evitando i rapporti umani e limitandosi agli spostamenti strettamente indispensabili. Le prossime due settimane saranno decisive“.

Si può andare al lavoro, al supermercato, ma non è il momento per cene, aperitivi, concerti, palestre. Bisogna stare a casa. E quando si esce bisogna sempre stare a un metro di distanza dalle altre persone, non dare strette di mano e lavarsi spesso le mani. Tutto quello che è possibile fare online, dobbiamo farlo on line. Ad esempio farò la presentazione del mio libro, insieme al mio collega Pierluigi Lopalco, sui social, martedì mattina“, spiega all’Adnkronos Salute il virologo. “Vogliamo dare l’esempio alle persone e si potranno fare domande a me e a Lopalco. Speriamo che questo libro, i cui proventi andranno alla ricerca contro il nuovo coronavirus, possa essere uno strumento per far capire qualcosa in più“. “Bisogna ribadire alcuni punti fondamentali come il fatto che questa non è un’influenza, è qualcosa di molto più grave. Altro punto importante, non è vero che non si muore di coronavirus: si muore di coronavirus e soprattutto oltre che morire si finisce in rianimazione. E se saturiamo i posti nelle rianimazioni moriranno sia i pazienti con Covid-19 che chi ha un infarto o un trauma“.