Dalla pandemia una dura lezione sui pericoli dell’anti-scienza e sulle scelte fatte dall’Italia e da altri Paesi nell’indirizzare le loro risorse: si legge nel Rapporto Covid-19 dell’Accademia dei Lincei. “La lezione sui pericoli di atteggiamenti anti-scientifici e sugli errori nell’allocazione delle risorse che l’Italia e il mondo stanno vivendo è complessa e durissima, così dura – si legge – che oggi non si può avere un’idea chiara del ‘dopo’ che ci sta aspettando”.
I Lincei osservano come “non bisogna dimenticare che solo pochi mesi or sono l’ipotesi di destinare energie e risorse per essere meglio preparati verso una possibile, ma comunque ipotetica pandemia non avrebbe avuto la forza di superare indifferenza, scetticismo, atteggiamenti anti-scientifici e sospetti di oscuri interessi e corruzione”.
Gli esperti si chiedono inoltre “come sarebbe stato possibile indurre un Paese che ha difficolta’ a convincere una quota elevata della sua popolazione dell’importanza delle vaccinazioni basilari dell’infanzia, a destinare una parte significativa delle risorse per essere preparati verso un evento mai visto, come una nuova pandemia? Quasi tutti i Paesi del mondo – rilevano – hanno questo tipo di problema che declinano ognuno in modo diverso sulla base della propria cultura”.
Tuttavia, concludono, “una valutazione di come l’Italia ed il mondo potevano essere meglio preparati e di come si sta reagendo di fronte alla pandemia, potrà essere fatta solo quando la pandemia sarà finita. E’ comunque probabile che in futuro la preparedness sara’ molto piu’ al centro dell’interesse nella politica della salute pubblica”.


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