Coronavirus, l’esperto: “Bimbi nei parchi?Sì, ma a fasce di età”

Bimbi nei parchi ma solo rispettando fasce di età e prima di portarli i genitori devono prepararli alla nuova realtà e alle nuove regole

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Bimbi nei parchi ma solo rispettando fasce di età e prima di portarli i genitori devono prepararli alla nuova realtà e alle nuove regole dettate dal coronavirus. Bisognerà aiutarli a gestire questo nuovo percorso di distanziamento sociale suggerendo nuovi giochi da provare prima a casa mentre le autorità proposte dovranno pensare anche a orari di accesso differenti nei parchi a seconda dell’eta’ dei bambini. E’ l’opinione del professor Marco Pacifico, psicoterapeuta e direttore del Centro di Psicologia Integrata per il Benessere di Roma.

“Bisognerà dare una disciplina di comportamento – afferma – con delle regole strutturate e riuscire ad insegnare ai bambini a gestire queste pulsioni impulsive. Come si stanno adattando alla scuola a distanza, i bambini si adatteranno anche a strutturare questo tipo di comportamento comunicativo in mezzo agli altri. Certo è che sarà difficile nella prima fase e chiederà un impegno, per questo bisogna parlarne prima”.

Secondo l’esperto è “necessario un adattamento creativo, bisognerà imparare a creare un nuovo modo di comunicare, insegnare ai bambini a mantenere delle distanze appropriate e di sicurezza: ancor prima di arrivare nei parchi sarà doveroso avvicinarli a delle regole di base sull’uso della mascherina e poi ai movimenti corporei. Dobbiamo anticipargli quello che sarà, come sarà, perché poi quando arriverà lo stimolo eccitativo del contatto con l’ambiente sara’ difficile andare in contenimento”.

“I bambini – sottolinea – sono abituati a fare dei giochi di contatto fisico e con la distanza avranno difficoltà a reinventarsi qualcosa di tipo creativo” . L’altro aspetto importante per l’esperto è che “bisognerà anche fare attenzione nelle aree gioco a mantenere una differenziazione per età: il modo di comunicare e di elaborare lo spazio a’ differente tra un bambino di tre anni e un bambino di 10 anni”.

Il professor però avverte: “i bimbi vanno preparati, il bambino in questa fase si è adattato a stare a casa, ora vanno riattivati”. Perché se è vero che la quarantena può fare male ai piccoli anche la realtà diversa che si troveranno di fronte e le nuove modalità possono essere traumi.