L’ ‘R con zero’, l’indice di contagiosità del coronavirus, è sceso ad una percentuale compresa tra lo 0,5 e lo 0,7. Lo ha detto il presidente del Consiglio superiore di Sanita’ Franco Locatelli in conferenza stampa alla protezione civile. Locatelli ha anche sottolineato che a partire dal 5 aprile, “con la sola eccezione di una giornata, c’è stata una riduzione del numero dei pazienti ricoverati. E dal 3 aprile c’è stata costantemente ogni giorno una riduzione del numero dei pazienti che erano ricoverati in terapia intensiva. Ancora più specificatamente, ricordo che il 3 aprile eravamo a 4.068 casi, oggi siamo 2.267“.
Riaprire le scuole vorrebbe dire riportare l’indice di contagio, l’R con Zero’, ben sopra l’1. Ha specificato Franco Locatelli sottolineando comunque che si tratta di un suggerimento del Comitato tecnico scientifico e che la “scelta spetta al ministro e al governo”. “La scelta di raccomandare e di mantenere le interruzioni” delle lezioni, ha spiegato, “è stata dettata dal fatto che la riapertura delle scuole in concomitanza con il ripristino delle attività produttive avrebbe comportato l’andare oltre, e non di poco, l’incide di R con zero oltre l’uno”.
“Ci vorranno ancora dei mesi per la commercializzazione dei vaccini. Oggi abbiamo evidenza che per due potenziali vaccini negli Usa, 1 in Inghilterra, 1 in Germania e 1 in Cina, vi è una fase avanzata di sviluppo. Anche qui deve essere detto chiaramente che fase avanzata non vuol dire imminenza di commercializzazione. Importante specificare che questi studi dovranno rispondere a una domanda fondamentale, che analogamente a quanto succede per Sars-Cov2 a oggi non abbiamo risposte certe su quanto dura l’immunita’ protettiva in soggetti che verranno sottoposti a una profilassi vaccinali. E’ importante fare informazione scientifica corretta perché da un lato è rassicurante che grandi gruppi di ricerca nel mondo si impegnano su questo aspetto, dall’altro esistono ancora dei mesi prima di poter pensare alla commercializzazione di questi”.
La data del 4 maggio non è “un liberi tutti” perché “bisogna procedere con gradualità”. Quanto agli spostamenti fra Regioni “è possibile che qualche piccola eccezione, ad esempio per chi vive ai confini di una Regione e lavora in un’altra vicina, potrà essere considerata se non addirittura consentita”, ha chiarito.
“A nome del comitato tecnico scientifico, tutti noi proprio perché siamo di fatto impegnati a un vincolo di riservatezza riteniamo che eventuali diffusioni in modi e ambiti che non sono quelli dei percorsi dei nostri referenti, cioè il dottor Borrelli e del ministro Speranza, siano quanto meno inopportune. Quanto alle popolazioni a rischio di impatto psicologico sul prolungamento delle misure di distanziamento sociale – ha aggiunto – sia ben chiaro che la scelta di prolungarle o meno vengono sempre valutate e rapportate considerando l’impatto sui bambini e sugli anziani, e in questo senso avrete poi evidenze dalle scelte che il presidente Conte verrà a presentare e a illustrare al Paese, di come questa attenzione sia pagata“.
L’estate può essere “un momento di recupero dell’attivita’ ludico-sportive” per i bambini, “pero’ scordiamoci i campi estivi e scordiamoci gli oratori, questo deve essere chiarissimo. Ho diverse perplessita’ su come si possa garantire il distanziamento dei bambini”.


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