Coronavirus, screening nel Pavese: oltre il 10% di positivi

Più del 10% delle persone che si sono sottoposte all'esame del sangue in un paese del Pavese presentano una situazione delle immunoglobuline compatibile con la positività al Covid-19

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Più del 10% delle persone che si sono sottoposte all’esame del sangue promosso dal Comune di Robbio (Pavia), paese della Lomellina, presentano una situazione delle immunoglobuline compatibile con la positività al Covid-19.

A fornire i dati è il sindaco Roberto Francese, che ha voluto promuovere il test per avere un quadro dei pazienti positivi al coronavirus e adottare le misure per isolarli ed evitare nuovi contagi. L’esame serve ad analizzare due tipi di immunoglobuline: le Igm, che rappresentano la prima risposta ad un tentativo di infezione esterna, e le Igg, che sono invece gli anticorpi che vengono presi in esame nella seconda fase dell’infezione.

La loro efficacia viene valutata in relazione alla possibile presenza del Covid-19. Sono gia’ piu’ di 2mila (su una popolazione complessiva di 6mila residenti) gli abitanti di Robbio (Pavia) che si sono sottoposti all’esame. Sino ad oggi sono arrivati i risultati di 910 test effettuati (349 maschi e 461 femmine).

Dai test sono risultati positivi 45 maschi e 55 femminile: la più giovane è una bambina di 9 anni, il più anziano un uomo di 89. La fascia di età più colpita è quella tra i 50 e i 60 anni; tra gli uomini ci sono 7 positivi con meno di 40 anni.

“Visto che non è possibile fare i tamponi – aveva spiegato il sindaco – abbiamo scelto la strada di questo test. Ogni esame costa 45 euro: una spesa a carico dei cittadini e anche delle aziende del nostro territorio, che vogliono conoscere la salute dei loro dipendenti. Chi non è in grado di pagarsi da solo l’esame non si preoccupi: provvederò di tasca mia, senza incidere sul bilancio comunale. Mi auguro almeno che per i pazienti risultati positivi all’esame, l’Ats di Pavia decida finalmente di far effettuare i tamponi”.