Coronavirus, torna l’allerta a Hong Kong: chiusi anche pub e bar per 14 giorni

Dopo la chiusura per 14 giorni di tre tipologie di esercizi commerciali, tra cui night club, sale da mahjong e sale karaoke, oggi l'amministrazione di Hong Kong ha deciso la chiusura anche di pub e bar

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Torna l’incubo coronavirus a Hong Kong. Dopo la chiusura per 14 giorni di tre tipologie di esercizi commerciali, tra cui night club, sale da mahjong e sale karaoke, oggi l’amministrazione di Hong Kong ha deciso la chiusura anche di pub e bar per lo stesso periodo di tempo, per evitare una nuova ondata di contagi da coronavirus.

La chiusura riguarda “ogni locale usato esclusivamente o soprattutto per la vendita e al fornitura di liquori inebrianti” e che ne permette il consumo all’interno. Nell’ordinanza sono inclusi anche i ristoranti e i club che servono soprattutto alcolici.

Secondo i dati dell’amministrazione della Regione Amministrativa Speciale cinese sono 62 i casi di contagio riconducibili a questo tipo di locali, che hanno provocato, a loro volta, altri 14 contagi, tra cui quello di un bambino di soli 40 giorni, accertato ieri.

Chi non si atterrà alla normativa in vigore da oggi potrà incorrere in una pena carceraria e in una multa fino a 50mila dollari di Hong Kong (pari a 5.936 euro). In precedenza, pub e ristoranti avevano subito restrizioni riguardanti il distanziamento sociale (che prevedevano il dimezzamento della clientela rispetto ai livelli massimi raggiungibili) e le necessità per i proprietari di avere scorte sufficienti di detergenti per le mani.