Coronavirus: dalla scienza prove incerte sull’utilità della mascherina

Mentre i casi di Covid-19 continuano ad aumentare, in tutto il mondo si sta diffondendo l'abitudine a indossare una mascherina quando si esce di casa, ma sono davvero indispensabili?

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Mentre i casi di Covid-19 continuano ad aumentare, in tutto il mondo si sta diffondendo l’abitudine a indossare una mascherina quando si esce di casa, ma sono davvero indispensabili? Per rispondere a questo interrogativo la rivista inglese New Scientist ha pubblicato un articolo in cui si analizzano tutte le evidenze e le raccomandazioni sull’argomento. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) attualmente raccomanda l’uso delle mascherine per le persone che manifestano sintomi influenzali, o per chi lavora nel settore della sanità. In alcune regioni italiane l’uso delle mascherine è obbligatorio, mentre nel Regno Unito è semplicemente consigliato.

“Mascherine fatte in casa possono essere utili per conservare le scorte limitate di mascherine destinate agli operatori sanitari, alcuni dei quali in determinate zone rosse hanno dovuto ricorrere a sacchi di immondizia, boccagli e forniture per ufficio acquistate nei negozi di artigianato”, spiega Raina MacIntyre dell’Università del New South Wales a Sydney. Nel 2015, MacIntyre e il suo team ha condotto uno studio clinico per paragonare l’efficienza delle mascherine di stoffa e quelle chirurgiche.

“Abbiamo fornito a 1.607 operatori sanitari delle mascherine con tessuto riutilizzabile, che il personale di 14 ospedali di Hanoi, in Vietnam, poteva lavare e riciclare. Chi indossava maschere di stoffa aveva significativamente piu’ probabilita’ di contrarre virus”, sostiene MacIntyre. “Abbiamo analizzato 31 diversi studi sull’efficacia delle mascherine. Le evidenze suggeriscono che ci potrebbe essere un piccolo vantaggio nell’indossare una protezione. Potrebbero impedire la diffusione del virus nei casi di infezione, ma le prove non sono molto chiare“, dichiara Paul Hunter dell’Universita’ dell’East Anglia, nel Regno Unito.

“Non sappiamo ancora se le mascherine siano utili per la gente comune. Sembrano essere piuttosto efficienti per i membri del personale in prima linea, come chi lavora nei trasporti pubblici o nei supermercati, o nei luoghi vulnerabili come gli ospedali. Fin quando non ci sara’ ulteriore disponibilita’ di mascherine sanitarie, vale la pena proteggersi con surrogati fatti in casa”, precisa MacIntyre.

“Per realizzare la propria mascherina e’ importante pero’ ricordare alcuni punti chiave, ad esempio la mascherina deve adattarsi bene al naso, alla bocca e al mento, senza lasciare entrare l’aria dai lati. Un buon prodotto dovrebbe inoltre essere in grado di filtrare le particelle che potrebbero contenere il virus. I sacchetti degli aspirapolveri sembrano essere indicati, stando a uno studio del 2013, che ha confrontato i vari materiali domestici in base alle loro capacita’ di filtrare aerosol batterici e virali”, aggiunge l’esperto. ‘Anche gli strofinacci possono essere adattati a questo scopo, ma non il lino e la seta. Bisogna inoltre sottolineare che la mascherina costituisce una protezione blanda, per cui si rischia di contrarre l’infezione anche utilizzandone una. Ecco perche’ e’ fondamentale seguire norme igieniche anche per quanto riguarda la sterilizzazione delle mani”, specifica MacIntyre.