Coronavirus: ecco i 6 candidati a vaccino contro il Covid-19

Fra gli interrogativi fondamentali su Covid-19 c'è quello sull'efficacia protettiva dei candidati vaccini

Fra gli interrogativi fondamentali su Covid-19 c’è quello sull’efficacia protettiva dei candidati vaccini. Ora, mentre sono già in corso diversi trial sull’uomo, un nuovo studio condotto dai ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center (Bidmc) e pubblicato su ‘Science’ svela che sei candidati vaccini a Dna hanno indotto risposte anticorpali neutralizzanti e protetto i macachi rhesus contro Sars-CoV-2.

La pandemia di Covid-19 ha reso lo sviluppo di un vaccino una priorità biomedica fondamentale, ma attualmente si sa molto poco sull’immunità protettiva contro il virus Sars-CoV-2″, ha affermato l’autore senior Dan H. Barouch, direttore del Center for Virology and Vaccine Research. In questo studio “dimostriamo nei macachi di rhesus che alcuni prototipi di vaccino li hanno protetti dal virus”.

Barouch e il suo team hanno iniziato a lavorare a un vaccino contro Covid-19 a metà gennaio, quando gli scienziati cinesi hanno pubblicato il genoma virale; così hanno sviluppato una serie di candidati vaccini a Dna che esprimono varianti della proteina Spike, l’uncino che il coronavirus usa per penetrare nelle cellule. I vaccini sono progettati per ‘addestrare’ il sistema immunitario a riconoscere e rispondere rapidamente al virus dopo una esposizione.

Per valutare l’efficacia di questi prodotti, i ricercatori hanno immunizzato 25 macachi rhesus adulti con i vaccini sperimentali, trattando 10 animali con un placebo. Le scimmie vaccinate hanno sviluppato anticorpi neutralizzanti contro il virus. Tre settimane dopo un boost vaccinale, tutti e 35 gli animali sono stati esposti al virus.

I test di follow-up hanno rivelato cariche virali drasticamente più basse negli animali vaccinati rispetto al gruppo di controllo. Otto dei 25 soggetti vaccinati non avevano livelli di virus rilevabile dopo l’esposizione, e gli altri animali hanno mostrato bassi livelli virali. Inoltre i livelli di anticorpi più elevati sono stati collegati a cariche virali più basse, suggerendo che gli anticorpi neutralizzanti possono servire come ‘spia’ della protezione e possono rivelarsi utili come punto di riferimento nei test clinici sui vaccini. “Le nostre scoperte consolidano l’ottimismo: sarà possibile sviluppare vaccini efficaci contro Covid-19“, ha affermato Barouch. “Saranno necessarie ulteriori ricerche, per, per delle piattaforme ottimali per un vaccino”.