Coronavirus, attenzione agli asintomatici: hanno causato oltre la metà dei contagi

Una delle più grandi preoccupazioni legate alla pandemia da coronavirus riguarda l'elevato numero di pazienti asintomatici o presintomatici

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Una delle più grandi preoccupazioni legate alla pandemia da coronavirus riguarda l’elevato numero di pazienti asintomatici o presintomatici, che possono diffondere esponenzialmente l’infezione senza esserne a conoscenza. Stando a un nuovo studio dell’University College di Dublino pubblicato sul server di pre-stampa MedRxiv, oltre la meta’ dei contagi sarebbe avvenuta a causa del contatto con qualcuno che non mostrava ancora alcun sintomo. Gli scienziati hanno analizzato 17 studi internazionali per stabilire il livello e le modalità di trasmissione e trasmissibilità del nuovo coronavirus.

“Tra il 33 e l’80 per cento dei pazienti potrebbe aver contratto il virus da persone che non presentavano sintomi. In media ci vogliono circa sei giorni perche’ una persona possa manifestare i segni rivelatori del Covid-19, come febbre e tosse persistente, ma nei due giorni presintomatici le persone possono comunque trasmettere l’infezione agli altri“, spiega Miriam Casey, della University College di Dublino, aggiungendo che il controllo della diffusione è cruciale per monitorare e arginare la pandemia, soprattutto dopo la sospensione delle misure di quarantena.

“I decessi da coronavirus sono già più di 286mila, mentre i contagi registrati raggiungono i 4,2 milioni in tutto il mondo. Il problema però riguarda la vera portata della pandemia, che ha colpito quasi tutto il mondo, impossibile da dimensionare ad oggi a causa della mancanza di test adeguati”, prosegue la ricercatrice.

Tra gli studi analizzati, uno, condotto a Wuhan, stimava il periodo di incubazione tra i cinque e gli otto giorni, e stando al documento dei ricercatori irlandesi, il picco di trasmissibilità si verificherebbe tra i tre giorni antecedenti e i due giorni successivi all’insorgere dei sintomi.

“Uno studio di Tianjin condotto su 137 persone ha, inoltre, considerato il periodo asintomatico e quello presintomatico responsabili dell’80,7% dei casi di coronavirus. In un’indagine del Nord Italia basata su 240 persone la percentuale scende al 36,6%. Secondo le nostre stime questo valore oscilla intorno al 56,1%. Effettivamente la sola diffusione avvenuta durante la fase presintomatica potrebbe causare la trasmissione incontrollata”, aggiungono gli esperti irlandesi, specificando pero’ che esiste ancora un elevato grado di incertezza su questa minaccia. “Sono necessarie ulteriori ricerche su diffusione presintomatica, tracciabilità dei contatti e misure di prevenzione, che devono essere ancora rigorose”, concludono gli scienziati.