Coronavirus, la prima domenica di sole nell’Italia della fase 2: da Milano a Reggio Calabria, ecco come gli italiani hanno trascorso il week-end [FOTO]

Oggi splende il sole sulla nostra penisola regalandoci un assaggio d'estate. Come hanno trascorso questa domenica di fase 2 da coronavirus gli italiani?

/

Una domenica Italiana in fase 2, chi lo avrebbe mai detto che la tanto attesa bella stagione sarebbe stata immortalata da sole e mascherine a corredo, per proteggersi dal nuovo coronavirus

Ma nonostante ciò, l’Italia riparte. E’ ripartita il 4 maggio, data di inizio della fantomatica fase 2 con la ripresa della filiera produttiva, lo ha fatto in modo più deciso il 18, con la riapertura di bar, ristoranti, parrucchieri e estetisti, ma anche con la possibilità di circolare liberamente all’interno della regione. Permane l’obbligo di rispettare le norme di sicurezza e igiene, come distanza e mascherine, evitando assembramenti.

E domani, 25 maggio, arriva il D-Day anche per palestre, piscine e centri sportivi. In gran parte d’Italia riapriranno le porte: pochissime le eccezioni come la Lombardia che riprenderà il 31 maggio, la Basilicata che ha rinviato l’apertura al 3 giugno e le piscine comunali di Bologna che resteranno chiuse fino a fine maggio. Per tutti, il mantra diventerà la prenotazione di corsi e lezioni, per evitare il più possibile gli assembramenti e gestire meglio i nuovi obblighi di legge.

E proprio oggi, domenica 24 maggio, splende il sole sulla nostra penisola regalandoci un assaggio d’estate. Come hanno trascorso questa domenica di fase 2 gli italiani?

In Calabria giovani davanti ai locali o negli spazi aperti con i bicchieri in mano, molti con la mascherina e il distanziamento non sempre rispettato: anche nella regione che conta il minor rischio di Coronavirus il primo weekend dopo il lockdown, ha segnato l’ingresso della nuova “normalità”. Non sono mancati gli assembramenti ma senza eccessi e tutto sommato in maniera ordinata. Le forze dell’ordine, dal nord al sud della regione, hanno intensificato i controlli mettendo in campo numeroso personale che però non è dovuto intervenire per situazioni critiche.

Soprattutto è stato un lavoro di sensibilizzazione e di prevenzione per sciogliere sul nascere gli assembramenti prima che diventassero pericolosi. Lo stesso lavoro compiuto dai titolari dei locali che, all’interno sono riusciti con più semplicità a fare rispettare le regole ma all’esterno si sono dovuti impegnare per ricordare che il Covid-19 non è scomparso.

Stamane sul lungomare le famiglie hanno approfittato del sole per passeggiare in serenità e sicurezza, come si evince dalla gallery a corredo dell’articolo.

Quasi tutti, da Cosenza a Reggio Calabria, sono comunque concordi nel dire che gente a giro ce n’è stata ma comunque non come prima della pandemia. E dopo la movida serale, anche la giornata di oggi si presenta tranquilla. Nonostante gli stabilimenti balneari ancora chiusi – in Calabria la stagione dovrebbe ricominciare a metà giugno sulla base delle indicazioni comunali – le spiagge hanno cominciato a rivedere i primi bagnanti. Qualcuno ha anche approfittato della bel la giornata di sole per fare il bagno. Altri hanno preferito spostarsi verso le località montane, ma sempre senza eccessi. Il traffico verso le principali località turistiche, infatti, viene segnalato nella norma.

In Lombardia le autorità richiamano i cittadini all’ordine: ieri troppa gente in giro nelle piazze milanesi e nei luoghi degli aperitivi. E il sindaco di Milano Giuseppe Sala su Facebook avverte: “Domani farò nuovamente il punto con il Prefetto per verificare la situazione, a valle del weekend”.

“Ieri mi sono sentito con i sindaci delle grandi città – ha aggiunto – . C’è frustrazione in noi perché tutti concordiamo che con le forze dell’ordine disponibili non si riesce a gestire gli assembramenti e che il richiamo al buonsenso funziona fino a un certo punto”. “Le situazioni serali e notturne dove si riscontrano assembramenti (parola bruttissima, ma cosi’ ci si intende) sono molte. Non è questione di giusto o sbagliato. O di giovani o meno giovani, posto che in giro non ci sono solo giovani e, d’altro canto, se dovessi giudicare dai messaggi che ricevo, sono tanti i ragazzi che ‘denunciano’ l’irresponsabilità di altri ragazzi” ha concluso.

In Piemonte invece sono molti i piemontesi che sembrano avere scelto l’auto per una gita fuori porta verso le montagne nella prima domenica di sole della Fase 2. Lunghe code si sono formate al casello di Bruere, nel territorio di Rivoli, sulla tangenziale di Torino, in prossimità dell’imbocco della Valle di Susa. La polizia stradale segnala anche assembramenti nell’area di servizio Rivoli Nord.

In Campania caos, traffico, tanta gente in strada, la maggior parte rispettando distanza e indossando la mascherina anche se non è mancato qualche giovane senza mascherina e alcuni assembramenti soprattutto nei luoghi di ritrovo della movida: il primo week-end  dopo la riapertura dei locali è trascorso così a Salerno. Tante persone si sono riversate tra le strade del centro, indossando la mascherina e rispettando le norme anti-Covid. Ieri in serata il flusso è aumentato e anche il traffico ne ha risentito notevolmente: sui social impazzano i video nei quali si vedono centinaia di auto imbottigliate tra le strade del centro. Polemiche legate anche all’uso della mascherina, che in qualche caso – una minoranza – non è stata indossata, e al mancato rispetto delle distanze interpersonali. Tuttavia, né dai controlli effettuati dalla polizia locale che da quelli degli agenti della Questura, sono emerse sanzioni e irregolarità.

Situazione spiacevole ieri notte a Napoli. Un fotografo collaboratore dell’Agenzia Ansa, Cesare Abbate, è stato minacciato e costretto a cedere la scheda con le foto in cui aveva ripreso la presenza di alcuni assembramenti di giovani, molti dei quali privi di mascherina. E’ accaduto ieri sera a Napoli, poco prima di mezzanotte, in Largo Sermoneta, nella zona degli chalet di Mergellina, dove dopo le 23 in molti si sono riversati una volta chiusi bar e locali. Abbate è stato avvicinato da alcuni giovani che lo hanno insultato e minacciato. L’episodio fa seguito ad altri casi analoghi avvenuti nei giorni scorsi a Napoli, sempre a danno di fotoreporter impegnati a testimoniare col proprio lavoro l’evoluzione della fase 2 in città.

In Sardegna si pensa già al mare. Auto in fila già di prima mattina per raggiungere il Poetto e le spiagge più rinomate del Sud Sardegna, ma una volta raggiunto il mare ombrelloni distanziati e bagnanti posizionati a scacchiera. C’è tanta voglia di tornare alla normalità a Cagliari. Nella prima domenica della Fase 2 dopo il lockdown, la gente ha scelto soprattutto il Poetto, la spiaggia dei Centomila, per il primo bagno e per la prima tintarella. Centinaia le persone che si sono riversate sul litorale tra Cagliari e Quartu, ma anche nella raccolta insenatura di Calamosca e nelle località costiere vicine al capoluogo, da Costa Rei a Muravera sino a Solanas.

Nessun assembramento: basta una rapida occhiata per capire che tutti hanno piazzato gli ombrelloni distanziati uno dall’altro cercando di rispettare le rigide disposizioni imposte dai protocolli sanitari e di sicurezza per consentire le riaperture. La polizia municipale di Cagliari ha messo in campo diverse pattuglie, alcune delle quali in bicicletta, per verificare il rispetto delle norme e consigliare ai cittadini come comportarsi. Vigili urbani al lavoro in città anche sul fronte dei mercatini domenicali, dei parchi e nelle vicinanze dei centri commerciali. Anche in questo caso non si sono registrati problemi e non sono state elevate sanzioni.

Nella riviera romagnola tanta voglia di estate. La maggior parte delle persone hanno rispettato la distanza e la mascherina, anche se qualche trasgressore in quel di Rimini c’è stato. Sono stati 65 i giovani sanzionati in una notte a Rimini perché troppo vicini e senza mascherina.