Coronavirus, l’Europa allenta le restrizioni: dall’Austria alla Polonia, dalla Germania al Belgio, da oggi inizia il ritorno alla normalità

Numerosi i Paesi europei che oggi, insieme all'Italia, iniziano ad allentare le restrizioni imposte per contenere la diffusione del Coronavirus

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Sono numerosi i Paesi europei che oggi, insieme all’Italia, iniziano ad allentare le restrizioni imposte per contenere la diffusione del Coronavirus o passano a un’ulteriore fase di alleggerimento delle misure già revocate.
Ecco alcuni esempi.

In Austria è scattata la “fase 2” anche per la ripresa della scuola: da questa mattina, dopo circa sette settimane e mezzo di lockdown, circa 100.000 studenti delle classi finali delle scuole professionali e scuole medie professionali sono tornati tra i banchi. Dal 18 maggio torneranno a scuola circa 700.000 alunni delle classi elementari, delle nuove scuole medie e scuole speciali. I restanti 300.000 studenti delle scuole superiori e medie professionali dovranno attendere fino al 3 giugno, ovvero dopo le vacanze di Pentecoste. L’anno scolastico terminerà il 3 luglio nei Laender dell’Austria orientale e il giorno 10 in quelli occidentali e meridionali.
Riapriranno le porte le case di riposo, permettendo agli anziani di ricevere visite. Ai passeggeri in arrivo all’aeroporto di Vienna verrà concessa la possibilità di effettuare il test al costo di 190 euro, evitando così di essere messi in quarantena per 14 giorni.

germaniaIn Germania riaprono i parrucchieri, nel rispetto di rigide norme igieniche, gli zoo, i parchi giochi, i musei e le chiese. Aumenta il numero di studenti che rientrano a scuola, sia nella scuola primaria, sia in quella secondaria. Restano in vigore le norme di distanziamento sociale e all’esterno non sarà possibile incontrarsi più di due persone per volta, sempre a 1,5 metri di distanza.
Gli occhi restano puntati al 6 maggio, quando il prossimo incontro fra Stato e Regioni dovrebbe consentire ulteriori aperture: sul piede di guerra è in particolare il settore gastronomico, che denuncia forti perdite e teme un’ondata di fallimenti. Stando ai dati del Robert Koch Institut, i contagi a livello federale sono saliti a 163.175 (+679 rispetto al giorno prima) mentre il numero delle vittime è 6692. Il tasso di riproduzione R0 è sceso allo 0,74.

In Belgio la norma rimane lavorare da casa, in modalità smart working, ma alcune industrie e aziende potranno riprendere alcune delle loro attività. Potranno riaprire le fabbriche che si sono convertite nella produzione di mascherine. Maggiore la circolazione consentita ai trasporti pubblici. Verrà permesso di praticare sport in coppia, mantenendo però le distanze utili a contenere la possibilità di contagio.
Il Belgio ha superato i 50.000 casi positivi, ma dal picco dell’epidemia si p dimezzato il numero di pazienti ricoverati in ospedale e in particolare in terapia intensiva. Ieri sono stati registrati 361 nuovi casi, che portano il totale a 50.267. Nel frattempo sono state ricoverate 59 persone, mentre 69 pazienti sono stati dimessi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono scesi a 655 (-19 nelle ultime 24 ore).

Per il secondo giorno consecutivo la Spagna ha registrato 164 nuovi decessi che portano a 25.428 il numero totale delle vittime da corona virus. Oggi inizia la “fase 0” dell’allentamento progressivo delle misure di contenimento sociale che prevede, tra l’altro, la riapertura dei piccoli esercizi commerciali.

In Grecia riaprono i parrucchieri, le librerie, i negozi di elettrodomestici. Chi non indosserà una mascherina sui trasporti pubblici, negli ospedali e negli studi medici sarà sanzionato con una multa di 150 euro. Sarà possibile uscire di casa e muoversi liberamente, ma solo all’interno della propria prefettura. Chi abita sulle isole, non potrà raggiungere la terraferma.

In Polonia riaprono gli hotel e gli esercizi commerciali, ma con il limite di una persona ogni 15 metri quadrati di superficie. Restano chiusi le piscine e i centri fitness degli alberghi.

Le misure di confinamento deciso dai Paesi della UE a causa del diffondersi del Coronavirus hanno ridotto la trasmissione complessiva del virus del 45% rispetto all’8 aprile: lo ha affermato Andrea Ammon, direttrice del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), in audizione al Parlamento europeo. “Da sabato sembra che l’ondata iniziale di trasmissione abbia superato il suo picco“, ha detto Ammon. Tuttavia, ha avvertito, “questa è una maratona, non uno sprint. Le aspettative delle persone sulla situazione pandemica, la durata, l’effetto che continueranno ad avere sulla loro vita per il futuro prevedibile devono essere gestite. Questo non finirà presto e le persone devono prepararsi“.