Coronavirus, ipertensione e diabete: ecco qual è il rischio reale per chi soffre di pressione alta e picchi glicemici

Ipertensione, dislipidemia, diabete e cardiopatia ischemica sono le patologie che mettono più a rischio in caso di Coronavirus

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Quale rischio corrono davvero gli ipertesi in questa epidemia di Coronavirus? E’ una domanda che da mesi si pongono in molti, considerando che solo in Italia il 31% della popolazione soffre di pressione alta e il 17% è border-line. Secondo un recente studio dell’Agenzia regionale di sanità (Ars) della Toscana ha dimostrato che i soggetti affetti da ipertensione, dislipidemia, diabete e cardiopatia ischemica hanno un rischio di contrarre il Coronavirus rispettivamente 33, 29, 9 e 8 volte superiore rispetto alla popolazione generale, “un chiaro segnale quindi di quali siano le popolazioni che dobbiamo proteggere dalla circolazione del virus“. Lo rivela la stessa Ars in una nota dove si valuta che in questa fase dell’emergenza le donne muoiono di meno.

Il tasso di mortalità, inoltre, si alza in maniera esponenziale nelle classi di età più anziane, ovvero sopra i 75 anni. Su questo fenomeno ha dunque un forte impatto la cosiddetta comorbidità, ovvero la presenza di una o più patologie croniche come: ipertensione, dislipidemia, diabete e cardiopatia ischemica. Quando ai deceduti, afferma l’Ars, il dato è quello che rimane “ancora piuttosto stabile: stiamo ancora osservando le conseguenze di una parte dei casi emersi durante la terza settimana di aprile, che avevano presentato condizioni cliniche gravi. In termini di mortalità la Toscana si posiziona come la regione con la più bassa mortalità rispetto a tutte le altre regioni a grande e media diffusione del virus“.