Coronavirus, la Svizzera riapre: ecco come ritornerà alla normalità

In tutta la Svizzera è scattata oggi la "fase due" delle misure di deconfinamento. Il distanziamento sociale e le norme di igiene rendono tuttavia molto lento il ritorno alla normalità

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In tutta la Svizzera è scattata oggi la “fase due” delle misure di deconfinamento. Il distanziamento sociale e le norme di igiene rendono tuttavia molto lento il ritorno alla normalità. Oltre alle scuole dell’obbligo, che hanno ripreso l’attività in modo progressivo, anche negozi, caffè, ristoranti, centri fitness, biblioteche e musei hanno potuto riaprire, a condizione di assicurare le dovute precauzioni. I trasporti pubblici sono in gran parte ritornati a seguire il normale orario.

Secondo quando osservato a Berna da un giornalista di Keystone-Ats, questa mattina presto i treni da e per Losanna e Zurigo erano solo moderatamente occupati, facilitando il rispetto delle regole di distanziamento. Le Ffs e AutoPostale raccomandano ai passeggeri di treni e autobus di indossare maschere protettive quando non è possibile mantenere la distanza minima. Nelle stazioni sono stati installati erogatori di disinfettante. Viene ribadito l’invito a viaggiare solo quando necessario e ad evitare le ore di punta. I pendolari dovrebbero utilizzare, qualora possibile, percorsi meno frequentati. La sollecitazione dei trasporti pubblici è mitigata dal fatto che molti continuano a lavorare da casa e che le scuole professionali e secondarie riprenderanno la normale attività solo a partire dall’8 giugno.

La riapertura delle scuole dell’obbligo avviene in modo differenziato nelle varie regioni. I cantoni francofoni e il Ticino, colpiti più duramente dalla pandemia, affrontano la fase due con più cautela rispetto alla Svizzera tedesca. Per permettere agli scolari di mantenere un comportamento il più naturale possibile, si evita indossare maschere protettive.

Tutte le scuole hanno comunque uno stock di mascherine da utilizzare ad esempio nel caso in cui un bambino o un insegnante si dovessero ammalare. Molti negozi provano ad attirare i clienti praticando sconti: in alcuni luoghi i vestiti sono scontati fino al 30% e non è raro trovare code davanti ai punti vendita. Occorre inoltre abituarsi alle misure di protezione. I clienti vengono contati agli ingressi. In alcuni casi al personale e ai clienti vengono fornite, su richiesta, maschere protettive. I pavimenti sono in parte ricoperti da indicazioni sulla distanza da mantenere e da frecce sulla direzione da seguire. Bere un caffè vicino alla stazione, comprare vestiti, provare un profumo: anche a Bienne, nel cantone di Berna, la gente si godeva questa mattina i piccoli piaceri della vita quotidiana, che ora sono di nuovo possibili. Gli avventori dovranno però cambiare le loro abitudini: per rispettare le distanze molti tavoli sono stati rimossi e sono state installate protezioni in plexiglas.

Nel centro di Bellinzona, in Ticino, c’era stamane un certo via vai di persone, nonostante la pioggia. Nei bar e nei caffè si vedevano soprattutto giovani e solo poche persone indossavano mascherine. Nei ristoranti sono ammesse per ogni tavolo fino a quattro persone o una famiglia per tavolo. Tra i tavoli deve esserci una distanza minima o una parete divisoria. La fornitura delle generalità è volontaria. Anche nei musei, come in molti negozi, le visite avvengono seguendo un percorso a senso unico e le entrate sono separate dalle uscite. Riaperte anche molte biblioteche, a condizione di garantire il distanziamento sociale. Mancano però i giornali e le riviste, come avviene anche nei bar e ristoranti.