Coronavirus, l’Oms: “Resta il dubbio su quale animale l’abbia trasmesso, adesso isolare e tracciare i positivi”

Un animale intermedio ha permesso al nuovo coronavirus di passare dai pipistrelli selvatici agli esseri umani, ma la specie animale e le modalità di trasmissione al primo essere umano potrebbero essere impossibili da rintracciare

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Un animale intermedio ha permesso al nuovo coronavirus di passare dai pipistrelli selvatici agli esseri umani, ma la specie animale e le modalità di trasmissione al primo essere umano potrebbero essere impossibili da rintracciare. Lo sostengono gli esperti dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), secondo cui il fenomeno di “spillover”, che ha permesso al virus di trasmettersi alla specie umana dalla fauna selvatica, potrebbe non trovare spiegazione.

“Non sappiamo ancora se l’animale intermedio tra pipistrelli e umani fosse una delle specie in vendita al ben noto mercato di Wuhan, in Cina, anche se è probabile, visto che il commercio di animali selvatici è stato già precedentemente fonte di trasmissioni inter species, come avvenuto per l’Ebola, la rabbia, la Sars del 2003 e la Mers”, spiega David Robertson, virologo presso l’Università di Glasgow, aggiungendo che dalla diffusione della Sars è emerso che le popolazioni di pipistrelli selvatici possono trasmettere virus agli umani grazie alla presenza di proteine particolari.

“Nel caso di Sars-CoV-2 la chiave è una proteina virale chiamata Spike, che si adatta perfettamente alle cellule umane, molto meglio di quanto facesse il virus del 2003. Questo spiega la facilità di contagio. Quello che ancora non possiamo affermare con certezza riguarda l’origine del nuovo Coronavirus”, osserva il ricercatore.

“Il primo focolaio si è verificato nei pressi del mercato di Wuhan, ma si tratta di una prova circostanziale. La prima infezione potrebbe essere avvenuta altrove”, aggiunge James Wood dell’Università di Cambridge. “Il mercato di Wuhan rappresenta certamente una possibilità concreta di contagio, visto che la vicinanza di un gran numero di specie in condizioni poco igieniche potrebbe favorire la diffusione di agenti patogeni“, precisa Wood, ricordando che il Sars originale era stato trasmesso agli esseri umani dalla specie conosciuta come “civetta delle palme comune”, e che l’individuazione dell’origine ha permesso di arginare il contagio ed evitare la ricaduta continua.

“Virus simili sono stati rintracciati nella popolazione di pangolini, o di altre specie che venivano commerciati nei mercati cinesi di fauna selvatica, ma nessuno dei sospetti ha trovato ancora fondamento“, precisa Wood. “L’Organizzazione mondiale della Sanità ha già richiesto l’adozione di norme igieniche e di sicurezza piu’ rigorose per i mercati cinesi, anche se la regolamentazione in questi luoghi e’ piuttosto complessa dato che i wet market sono informali ed è necessario spostarsi sul luogo”, osserva Maria Van Kerkhove, epidemiologa presso l’OMS. “E’ molto importante agire sulle convinzioni della popolazione e di chi lavora a contatto con gli animali. Uno sforzo globale potrebbe essere impegnativo, ma la diffusione del nuovo coronavirus ci ha mostrato il costo dell’alternativa. Non possiamo permetterci una nuova pandemia“, conclude Van Kerkhove.

In questa seconda fase, non deve venir meno in questa fare “l’impegno negli strumenti che sono alla base della risposta: trovare, isolare, testare e curare ogni caso e tracciare ogni contatto“. Lo ha ricordato Lo ha evidenziato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, parlando di questa fase della pandemia. “Il contact tracing è un momento fondamentale, e le app possono essere utili da questo punto di vista”, ha aggiunto Mike Ryan, capo del Programma di emergenze sanitarie dell’Organizzazione mondiale della sanità, rispondendo a una domanda dei giornalisti, “ma l’app è una misura aggiuntiva: quello che resta fondamentale è testare e identificare i casi, isolarli e tracciare i contatti”.

“Vari Paesi stanno iniziando ad allentare i lockdown e gli ordini di restare a casa. Ma il nostro impegno comune a misure basilari come lavarsi le mani e distanziamento fisico non possono essere allentate“. Lo ha dichiarato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in un briefing. “Così come non possono esserlo gli strumenti che sono il fondamento della risposta: trovare, isolare, testare e curare ogni caso, tracciare ogni contatto. E garantire che i sistemi sanitari abbiano la capacità necessaria a fornire cure sicure ed efficaci per tutti”, ricordando che “mentre il numero dei nuovi casi e decessi cala in alcuni Paesi, aumenta in altri”, ha aggiunto.

 “I casi di Covid-19 e i decessi sono in calo in alcuni Paesi, ma in aumento in altri. Questo virus sarà con noi per molto tempo. E la possibilità di continue ondate di infezione di Covid-19 in tutto il mondo richiede che ogni singola persona sia protetta da questa malattia“. Lo ha evidenziato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, aprendo la conferenza stampa a Ginevra.