Coronavirus, ristoratori e tassisti protestano a Milano: “Metteteci in condizioni di lavorare”

Le partite Iva stanno per esplodere in mille pezzi, noi amiamo il nostro Paese e i nostri dipendenti, metteteci in condizioni di lavorare, aiutateci"

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Ristoratori e tassisti protestano, pacificamente, a Milano contro le misure prese dal governo per la ripartenza nel post-emergenza coronavirus. “Le partite Iva stanno per esplodere in mille pezzi, noi amiamo il nostro Paese e i nostri dipendenti, metteteci in condizioni di lavorare, aiutateci: non potete farci pagare le tasse per i mesi in cui non guadagniamo niente”, le parole di una manifestante ripresa in un video del Corriere della Sera.

“Zero guadagno, zero tasse per sopravvivere”, è uno dei cartelli che vengono mostrati dai manifestanti in piazza Duomo. “Fino ad oggi non sono arrivati aiuti da nessuna parte”, dice una commerciante. “5,3 milioni di partite Iva rischiano la disoccupazione”, è un altro cartello che viene mostrato ai giornalisti, tante le bandiere italiane e c’è un ragazzo che mostra un foglio con la scritta ‘Conte assassino’.

Davanti al Duomo i manifestanti mostrano un grande striscione che riporta i principali articoli della Costituzione italiani che riguardano il diritto al lavoro, i tassisti chiedono di “poter lavorare” e di farlo “in sicurezza” e “lamentano di essere stati abbandonati da tutti: vergogna”. La richiesta comune è quella di “congelare le tasse e avere aiuti economici immediati”. “Non dovete trattarci come dei ladri, dopo dieci settimane non abbiamo visto ancora un euro e questo non è normale, siamo l’unico paese al mondo in queste condizioni. Le tasse ci stanno uccidendo lentamente e vanno sospese. Questo paese sta andando al fallimento se non si fa qualcosa”, spiega un imprenditore che dopo nove anni potrebbe essere costretto a chiedere la sua azienda e per questo è sceso in piazza.