Coronavirus, il modello Svezia: “Il lockdown è la scelta più inutile e dannosa, Stoccolma è a un passo dall’immunità di gregge”

Coronavirus in Svezia: "Abbiamo adottato misure ragionevoli senza danneggiare davvero l’assistenza sanitaria o le scuole. Stiamo andando per una strategia sostenibile"

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La fiducia è tanta in Svezia: verso le istituzioni, il governo e tra gli svedesi. Ed è stata proprio la fiducia la base della decisione del governo di non imporre un rigido lockdown per appiattire la curva dell’epidemia di coronavirus nel Paese. Il governo si è affidato al senso di responsabilità degli svedesi per stare a casa, seguire i protocolli di distanziamento sociale e lavare le mani per rallentare la diffusione del virus, senza nessun ordine obbligatorio.

E considerate le 2.679 vittime a fronte di 22.317 casi confermati, la Svezia sembra aver avuto successo nel controllare il virus rispetto a molte altre nazioni. Il tasso di mortalità della Svezia di 26 vittime ogni 100.000 abitanti è lo stesso dell’Irlanda, elogiata per il modo in cui sta gestendo la pandemia, e molto meglio di quello di Regno Unito e Francia.

sveziaCosì in una delle ultime calde giornate di primavera nel Paese, i giovani svedesi si sono ritrovati nei bar, ristoranti o parchi, godendo di quelle libertà che, prima che il coronavirus stravolgesse tutto con i lockdown, erano considerate normali nella maggior parte del mondo. “Rispetto coloro che sono morti, ma stiamo facendo qualcosa di giusto qui in Svezia. Non vedo statistiche molto differenti in molti altri Paesi. Sono felice che non siamo andati in lockdown. La vita deve andare avanti, ha detto da un bar di Stoccolma Johan Mattsson, 44 anni, secondo quanto riportato dal New York Times.

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Stoccolma durante la pandemia. Getty Images

Mentre altri Paesi, come l’Italia, hanno frenato tantissimo le loro economie. La Svezia ha tenuto i suoi confini aperti, ha permesso a ristoranti e bar di continuare a servire, ha lasciato asili e scuole elementari aperte, senza imporre limiti ai trasporti pubblici o alle uscite nei parchi locali. Parrucchieri, studi yoga, palestre e persino alcuni cinema sono rimasti aperti. Sono stati invece vietati gli assembramenti di oltre 50 persone, i musei sono stati chiusi e gli eventi sportivi cancellati. Alla fine di marzo, le autorità hanno vietato le visite nelle case di riposo. Non ci sono quasi per niente multe e la polizia può solo chiedere alla popolazione di seguire le regole. I pedoni con addosso le mascherine generalmente sono visti come marziani, riporta il New York Times. Nel caso in cui i locali non fossero in grado di osservare le richieste per il distanziamento sociale, non ci sono multe: vengono chiusi e potranno riaprire solo dopo aver superato un’ispezione.

Per tutta la crisi, la Svezia ha avuto abbastanza letti in terapia intensiva per i pazienti Covid-19. Secondo una raccolta di dati del New York Times, molti Paesi sottostimano i decessi dovuti alla malattia di migliaia di unità, mentre la Svezia ha riportato solo 400 vittime in più del previsto tra il 9 marzo e il 19 aprile. Tutto questo non significa che la Svezia non abbia subito alcune delle conseguenze dell’epidemia. L’Autorità di Sanità Pubblica della Svezia ha ammesso che gli anziani del Paese sono stati colpiti duramente, con il virus che si è diffuso nel 75% delle 101 case di cura di Stoccolma. I dipendenti delle strutture lamentano la mancanza di dispositivi di protezione individuali.

L’approccio più libero della Svezia non ha completamente protetto la sua economia, principalmente perché il Paese dipende dalle esportazioni. Il ministro delle finanze Magdalena Andersson ha dichiarato che l’economia probabilmente calerà del 7% quest’anno, “ma naturalmente parrucchieri, ristoranti e hotel sono meno colpiti rispetto ad altri Paesi”.

Anders Tegnell

Fin dai primi segni della pandemia, l’Autorità di Sanità Pubblica della Svezia ha deciso che un lockdown sarebbe stato inutile. “Quando entri in lockdown, è difficile uscirne. Come riapri? Quando?”, afferma l’epidemiologo Anders Tegnell. Sono stati gli scienziati come Tegnell, diventato una sorta di celebrità in Svezia, e non i politici a guidare il dibattito sulla reazione all’epidemia. I leader politici raramente partecipano alle conferenze stampa sul virus e la Costituzione Svedese impedisce al governo di intromettersi nelle questioni delle autorità amministrative indipendenti, come l’Autorità di Sanità Pubblica della Svezia.

Anche se si è parlato di immunità di gregge, che significa che almeno il 60% della popolazione è stata contagiata, Tegnell nega che sia mai stata la politica del governo svedese. “Fondamentalmente stiamo cercando di fare la stessa cosa che sta facendo la maggior parte dei Paesi: rallentare la diffusione il più possibile. Solo che noi usiamo strumenti leggermente differenti rispetto a molti altri Paesi. Abbiamo molte ragioni per pensare che stiamo facendo la cosa giusta. È vero che il nostro bilancio delle vittime è più alto rispetto a Danimarca e Norvegia, ma abbiamo molte altre cose. Se ci confrontate con altri Paesi in Europa che hanno rigidi lockdown, noi stiamo facendo bene quanto loro e in molti casi meglio. Quello che succede ora è che molti Paesi stanno iniziando a seguire il modello svedese. Stanno aprendo le scuole, cercando di trovare una strategia di uscita. Ritorna tutto alla sostenibilità. Dobbiamo avere misure che possiamo continuare a tenere a lungo termine, non solo per pochi mesi o alcune settimane”, spiega Tegnell.

Pensiamo che fino al 25% delle persone a Stoccolma sia stata esposta al coronavirus ed è potenzialmente immune. Un recente sondaggio di uno degli ospedali a Stoccolma ha scoperto che il 27% del personale è immune. Crediamo che la maggior parte di loro sia immune per la trasmissione nella società, non nel posto di lavoro. Potremmo raggiungere l’immunità di gregge a Stoccolma nel giro di poche settimane”, ha proseguito Tegnell.

Noi stiamo cercando di mantenere i tassi di trasmissione ad un livello che il sistema sanitario di Stoccolma possa sostenere. Finora ha funzionato. Il sistema sanitario è sotto pressione. Stanno lavorando molto duramente, ma hanno fornito assistenza sanitaria a tutti, anche a coloro che non avevano il Covid-19. Questo è il nostro obiettivo. Non stiamo calcolando l’immunità di gregge in questo. Crediamo che l’immunità di gregge naturalmente ci aiuterà a lungo termine, ma non stiamo attivamente cercando di raggiungerla. Abbiamo adottato misure ragionevoli senza danneggiare davvero l’assistenza sanitaria o le scuole. Stiamo andando per una strategia sostenibile. Il coronavirus non è qualcosa che sta per sparire. Qualsiasi Paese che creda di poterlo tenere fuori (chiudendo i confini, le aziende, ecc.) probabilmente verrà smentito ad un certo punto. Dobbiamo imparare a convivere con questa malattia”, ha concluso Tegnell.

Ma per l’esperto, dopo la crisi, la Svezia dovrà comunque fare i conti con l’aver fallito a proteggere gli anziani di oltre 70 anni, che rappresentano un tragico 86% delle vittime del Paese. Anche se la percentuale è simile a quella della maggior parte dei Paesi, alcuni critici in Svezia hanno sostenuto che il tasso di mortalità tra gli anziani avrebbe potuto essere molto più basso con la preparazione adeguata.

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