Coronavirus e vaccino: a che punto è la sperimentazione?

Qual è al momento la situazione attuale dello sviluppo di vaccini efficaci contro il Coronavirus? Facciamo il punto della situazione

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In attesa di sapere se la pandemia di coronavirus si spegnerà da sola o se permarrà, si lavora per delle cure e sopratutto per i vaccini. Qual è al momento la situazione attuale dello sviluppo di vaccini efficaci contro il virus Sars-CoV-2?

Facciamo il punto della situazione: al momento vi sono diverse società nella fase di sperimentazione, molti dati ma pochi risultati estremamente promettenti.

Per fare un po’ di chiarezza la rivista Chemical & Engineering News, pubblicata dalla American Chemical Society, ha dedicato un articolo alla questione, ripercorrendo i principali attori nella corsa al vaccino anti COVID-19.

coronavirus 01Nonostante i risultati contrastanti dello studio condotto durante la Fase uno, ad esempio, la società cinese CanSino Biologics sta portando avanti i test clinici in Cina e Canada, affermatasi come prima azienda al mondo a iniziare uno studio su un vaccino.  “La nostra soluzione si basa su un adenovirus geneticamente modificato, chiamato vettore adenovirale, per fornire il gene che codifica la proteina spike di Sars-CoV-2, quella che il virus utilizza per infettare le cellule. Speriamo che le proteine prodotte dal vaccino possano fornire al sistema immunitario le informazioni necessarie a bloccare le future infezioni”, spiegano i vertici dell’azienda.

Per la Fase uno della sperimentazione 108 persone hanno ricevuto una delle tre dosi di vaccino e la maggior parte ha sviluppato risposte immunitarie, misurate grazie ai livelli di anticorpi e cellule T. “Dobbiamo distinguere però tra gli anticorpi che semplicemente si legano alla proteina e quelli che prevengono l’infezione, chiamati ‘neutralizzanti’. Solo il 75 per cento dei partecipanti che avevano ricevuto una dose elevata di vaccino aveva sviluppato anticorpi neutralizzanti, mentre per chi aveva ricevuto dosi medie o basse il tasso scendeva al 50 per cento. Non sono ancora risultati eccezionali“, commenta Dennis Burton, immunologo di Scripps Research, precisando che non si è ancora a conoscenza dei livelli di anticorpi neutralizzanti necessari a prevenire l’infezione.

“E’ un buon inizio, anche se risultati sono un po’ deludenti, specialmente nei partecipanti di età compresa tra 45 e 60 anni, e l’altro problema è che il vaccino di CanSino si basa su Ad5, un adenovirus che provoca il raffreddore comune, per cui circa la meta’ dei partecipanti presentava minori probabilita’ di rispondere al vaccino in maniera adeguata“, aggiunge Hildegund CJ Ertl, che sviluppa vaccini vettoriali adenovirali presso il Wistar Institute di Philadelphia.

“Dosi più elevate possono superare gli anticorpi neutralizzanti per Ad5, ma allo stesso tempo possono essere anche tossiche”, prosegue il ricercatore, ricordando che circa l’81 per cento dei partecipanti aveva sviluppato effetti collaterali al vaccino, come mal di testa, dolore muscolare, affaticamento e febbre, e una percentuale significativa ha riportato reazioni più gravi, specialmente tra chi aveva ricevuto dosi più elevate del vaccino.

Sembrano più promettenti i risultati riportati dalla società americana Moderna, che dichiara di aver rintracciato anticorpi in tutte le 45 persone a cui era stato somministrato il vaccino e anticorpi neutralizzanti in tutti gli 8 pazienti seguiti finora. “Moderna non ha però pubblicato alcun dato, mentre la società cinese ha condiviso i dati per prima, ponendo la Cina in prima linea nella corsa al vaccino, e questo è un fattore da considerare. Più di qualsiasi altro paese, gli orientali vogliono vincere questa battaglia”, commenta Brad Loncar, CEO di Loncar Investments, che ha sponsorizzato il lavoro di CanSino.

Tra le altre società che sviluppano vaccini vettoriali adenovirali per COVID-19, ImmunityBio afferma di utilizzare una versione di Ad5 progettata per superare il problema dell’immunità preesistente. La società ha recentemente annunciato di essere stata selezionata per partecipare all’operazione Warp Speed, l’iniziativa del governo degli Stati Uniti volta a sviluppare e produrre centinaia di milioni di vaccini COVID-19 entro la fine dell’anno.

ImmunityBio prevede che la prima sperimentazione clinica del suo vaccino inizierà a giugno, mentre il governo degli Stati Uniti sta finanziando altri due vaccini vettoriali adenovirali che utilizzano alternative all’Ad5. Johnson & Johnson sta sviluppando un vaccino con Ad26, un adenovirus meno diffuso, mentre AstraZeneca si sta concentrando su una soluzione in via di sperimentazione presso gli scienziati dell’Università di Oxford che prevede un adenovirus che normalmente non infetta gli umani, ma gli scimpanzé.

“Questi vaccini sono progettati per evitare gli anticorpi neutralizzanti Ad5, presenti in circa la meta’ della popolazione statunitense e l’80-90 per cento di quella africana. Decisamente inferiore la percentuale di persone che presenta anticorpi neutralizzanti contro Ad26”, spiega ancora Ertl, che si dichiara speranzoso nei confronti del vaccino di AstraZeneca. “La soluzione di CanSino potrebbe essere utile per rallentare la pandemia, vista la possibile efficacia sulla popolazione piu’ giovane. I risultati ottenuti finora dalla società cinese non possono essere descritti come rivoluzionari, ma nemmeno come fallimentari. Sono utili“, conclude Loncar.