Coronavirus, Nicola Porro: “In Cina opera di occultamento, ora l’Oms si accorge che ha taciuto”

"In Cina c'è stata un'opera di occultamento. E ora l'Organizzazione mondiale della sanità si accorge che la Cina ha taciuto sul virus"

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“In Cina c’è stata un’opera di occultamento. E ora l’Organizzazione mondiale della sanità si accorge che la Cina ha taciuto sul virus”. Torna a parlare delle prime fasi dell’emergenza coronavirus Nicola Porro che, nella sua ‘Zuppa‘, la rassegna quotidiana, affronta questo fra gli altri temi, ponendo l’accento sul tempo che si sarebbe potuto risparmiare avendo subito certe informazioni dalla Cina. Informazioni specifiche che avrebbero consentito a tutto il mondo di allarmarsi prima di quanto non abbia fatto e prendere le misure generali per affrontare la possibile pandemia.

“In Cina a metà gennaio circa – Porro si sofferma più in dettaglio sull’argomento con l’Adnkronos – gli scienziati avevano individuato esattamente tutto il genoma (sequenza di cromosomi che permettono al virus di potersi replicare, in sostanza le ‘impronte digitali’ che lo definiscono, ndr) quindi, avrebbero potuto diffondere le informazioni per costruire il primo tassello per il vaccino (ma questo richiede tempo), ma soprattutto il primo tassello immediato per fare il kit e i test per diagnosticare l’eventuale contagio”.

“Una cosa fondamentale – scandisce Porro – E invece è accaduto tutt’altro: il laboratorio che per primo ha scoperto il genoma, ha dato l’informazione al governo cinese il quale, però, non l’ha diffusa. Lo scienziato del laboratorio allora ha deciso di renderla pubblica sulla chat di tutti gli scienziati. Ma è a quel punto che il laboratorio è stato chiuso e lo scienziato licenziato senza che nessuno lo abbia difeso in alcun modo. Ecco la responsabilità dell’Oms : il direttore, infatti, piazzato lì proprio dai cinesi, è andato da Xi e lo ha salutato con affetto, dicendo che i cinesi erano stati estremamente trasparenti, mentre quello è stato proprio il momento in cui era già chiaro che non i cinesi non lo erano stati affatto”.