Coronavirus, il primario di Bergamo: “Con il coraggio della verità abbiamo salvato un pezzo di mondo”

"I dottori devono averlo il coraggio della verità anche quando sembra fastidiosa e noi nei primi giorni avevamo una percentuale di morti che rispetto a quel che raccontavano i cinesi ci ha fatto dubitare delle nostre capacità"

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“Il ringraziamento che il mondo ha fatto a noi, in particolare a Bergamo, è stato di rendere noto subito a tutti quello che stavamo facendo, i risultati che avevamo, ciò che di buono e brutto facevamo, compreso il numero di morti e feriti per coronavirus che avevamo nella prima fase e che ci sembravano incredibili perché quello che ci avevano raccontato gli altri non era così. Abbiamo avuto la forza e il coraggio della verità e questo ha salvato un pezzo di mondo”. E’ la riflessione di Luca Lorini, direttore del reparto di Rianimazione e Terapia intensiva dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che oggi è intervenuto in diretta Facebook nel corso di un approfondimento promosso dalla Regione sull’emergenza Covid-19. “I dottori devono averlo il coraggio della verità – spiega Lorini – anche quando sembra fastidiosa e noi nei primi giorni avevamo una percentuale di morti che rispetto a quel che raccontavano i cinesi ci ha fatto dubitare delle nostre capacità. Ma noi abbiamo avuto il coraggio di dirlo”.

Lorini ieri ha festeggiato insieme al suo staff l’ultimo paziente diventato negativo e l’ingresso del suo reparto “ufficialmente fra le terapie intensive Covid-free”. Ricordi, dice, “ne ho veramente tanti. Sottoscrivo anche le cose più difficili che ho detto all’inizio dell’emergenza. Per esempio che, nonostante tutte le polemiche che continuano intorno alla gestione di questo tsunami, con le poche informazioni che avevamo in quel momento difficilmente si poteva fare molto meglio”.

Svuotare le terapie intensive “è stato l’obiettivo fin dalla partenza di questa terribile gara in salita evidenzia ancora il primario – Lo abbiamo sognato e abbiamo lavorato tanto per questo traguardo. L’aspetto vincente è stato lavorare in sintonia, da squadra, con grandi capacità e sforzo, mettendo in campo non il 100, ma il 150%. E come succede, è col mare in tempesta che si vedono gli equipaggi che sanno navigare. Tutte le persone che lavorano con me hanno dimostrato solidità e capacità impressionanti. Le informazioni in termini di numeri che avevamo da fuori erano zero, dovevamo imparare come se fossimo i primi ad avere la malattia. Col senno di poi sono tutti fenomeni. Noi non lo siamo”.

“Ora non possiamo essere impreparati. Dobbiamo preparare il futuro. Non possiamo smontare tutto adesso”. E’ l’appello di Luca Lorini, direttore del reparto di Rianimazione e terapia intensiva dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che oggi è intervenuto in diretta Facebook nel corso di un approfondimento promosso dalla Regione sull’emergenza Covid-19. A maggio il primario aveva esortato a continuare con l’impegno per frenare il nuovo coronavirus: “Tra 3 settimane – aveva previsto – abbiamo buone probabilità di andare in moto per le valli”. Oggi racconta: “Sono già andato in moto. Anzi devo dire la verità: la prima volta che sono uscito mi hanno anche dato la multa perché ero su un pezzo di strada impraticabile, come capita spesso agli enduristi. Me l’hanno data e l’ho pagata, anche se quando ho tolto il casco le due persone che mi hanno sanzionato sono rimaste perplesse e anche un po’ imbarazzate perché mi hanno riconosciuto e non sapevano come fare. Avevo capito che i numeri stavano scendendo e che saremmo arrivati a zero più o meno in questo periodo“, dice sottolineando il traguardo di ieri che colloca Bergamo fra le terapie intensive Covid free, dopo lo “tsunami” dei mesi scorsi. “Questo è un grande risultato – sottolinea Lorini – che però non ci deve fare solo festeggiare. Ieri ho chiesto al mio team di fare un minuto di silenzio per ricordare quanto difficile è stato questo periodo e anche i pazienti che non ce l’hanno fatta, motivo di grande tristezza e dolore, e poi ci siamo fatti un grande applauso”.